Milan di sinistra, Leao e Theo Hernandez devono svegliarsi

INVIATO A MILANO – Un momento che va di pari passo con quello del Milan. È quello di Rafael Leao, mancato protagonista di questa prima fase di stagione, quella in cui era chiamato alla consacrazione. Logico pensarlo dopo un rinnovo di contratto fino al 2028, uno stipendio di sette milioni (il più alto ingaggio pagato da Gerry Cardinale), l’azzeramento della vicenda Sporting (risarcimento per risoluzione unilaterale del contratto) grazie all’intervento del club rossonero e la scelta della maglia numero 10, mai indifferente qualsiasi siano i colori della squadra. Invece il portoghese è stato finora l’ombra di se stesso, al netto di qualche guizzo. Non manca soltanto il gol, ormai dal 23 settembre contro il Verona, ma anche quella genialità che, pur tra pause, ne aveva fatto uno degli attaccanti più importanti della Serie A. Il Milan si è infilato in una crisi dopo il ko interno contro la Juventus e Leao con lui. Perfino Olivier Giroud si è risvegliato a Napoli con una doppietta, da parte del portoghese, invece, rari segnali di “presenza” dentro la partita.

Milan, anche Theo va scosso

Una apatia in cui è coinvolto anche l’altro partner di fascia, ovvero Theo Hernandez. Grazie alle prestazioni in Italia il francese aveva trovato stima anche da parte di Didier Deschamps, che gli aveva affidato una maglia della Nazionale. Ma come Leao, anche Theo non ha finora saputo fare la differenza, come era capitato nell’anno dello scudetto. Non solo: è emersa anche una irrequietezza di fondo con ben cinque ammonizioni in otto presenze in campionato, che ne rende difficile la gestione nell’arco di una partita. Una catena di sinistra che spesso aveva fatto le fortune del Milan e che invece quest’anno non riesce a dare una mano alla squadra. Da un risveglio della coppia passa gran parte del destino dei rossoneri, e di Stefano Pioli.

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