Milan, cinque k.o. in neanche due mesi: i motivi del calo

Il dato, fra coppe e campionato, certifica il calo dei rossoneri. E in tre di queste partite il Diavolo non è riuscito a segnare

I punti in classifica non inchiodano e non condannano in ottica scudetto. Non ancora. Ma, giunto a questo punto, il Milan ha il dovere di spostare l’attenzione altrove. C’è un obiettivo concettuale e uno pratico da raggiungere. Il primo è non disperdere il grande lavoro dell’ultimo anno. Il secondo è restare a bordo del primo vagone, quello che ha quattro posti in cui sedersi e porta in Champions. Appendere queste due missioni allo spogliatoio di Milanello – cosa che Pioli ama fare – servirà anche a scansare i cattivi pensieri alimentati dai risultati. Perché i numeri del 2021 inizia a essere pesantino.

Saldo negativo

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Pioli alla vigilia del derby ha compiuto 500 giorni alla guida del Milan e il saldo è assolutamente positivo: il club rossonero è stato fra i migliori d’Europa per mesi ma adesso gli scricchiolii non possono essere ignorati per il semplice motivo che si sta entrando nella parte decisiva della stagione. E così il dato delle sconfitte inquieta: fra campionato e coppa il Diavolo in questo anno solare è arrivato al quinto k.o. in nemmeno due mesi. Quattro in campionato e uno in Coppa Italia. Ebbene, in tutto il 2020 erano state tre (due in campionato e una in Europa League). L’Inter è una presenza sgradevolmente assidua: tre di questi otto k.o. sono arrivati contro i nerazzurri. Scendendo più nel dettaglio dei numeri, emerge con chiarezza che il più delle volte quando il Milan perde, lo fa con tonfi poderosi. Delle cinque sconfitte nel 2021, ben tre si sono concretizzate subendo tre reti e altrettante senza realizzarne. Totale gol: due fatti, tredici subiti.

Appiattimento

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Il paradosso è che le ultime due sconfitte di fila in campionato sono arrivate con l’undici di riferimento in campo. Magari in parte convalescente, senz’altro privo della gamba necessaria, ma comunque con le prime linee. È il mondo rossonero che si è capovolto perché il Diavolo paradossalmente ha saputo dare spesso il meglio di sé quando l’emergenza ha bussato forte, ed è inciampato rovinosamente quando non c’erano di mezzo infermeria e giudice sportivo. Un po’ come succedeva quando non c’era Ibra, ovvero quella reazione mentale che permetteva di sopperire all’assenza del leader. Ora si è appiattito un po’ tutto anche perché, come ha ricordato Pioli il Milan è l’unica squadra di A che ha iniziato la stagione con tre turni preliminari in Europa. Non è una scusante, ma una constatazione doverosa che può in parte spiegare come mai qualche attore principale appare fuori fase.

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