Milan, chi diavolo ritorna: Maldini Jr e Colombo si fanno strada, il futuro cresce

Il figlio d’arte, in prestito allo Spezia, si è sbloccato a San Siro contro i rossoneri. Il centravanti scala posizioni a Lecce: puntano al rientro. Ma sono in tanti in giro tra Italia ed estero a farsi le ossa

Daniel ha fatto tremare San Siro, Lorenzo ha fatto tremare Napoli: un gol ai campioni d’Italia, dopo aver contribuito allo scudetto del Milan, e uno al rullo di Spalletti che oggi le vince tutte ma ad agosto si era fermato proprio di fronte a un giovane debuttante da titolare in Serie A. I conti, in questa bella storia, tornano solo per il Milan. Perché Daniel Maldini e Lorenzo Colombo sono proprietà del Diavolo: il primo ce l’ha scritto nel Dna, il rosso e il nero sono i colori che dipingono la storia di famiglia da tre generazioni (nonno Cesare, papà Paolo e oggi Daniel, appunto), il secondo ce l’ha scritto sul contratto. Prestito al Lecce con diritto di riscatto e opzione di controriscatto a favore del club che lo ha cresciuto (prestito secco, invece, per Maldini allo Spezia). Formule diverse, stesso destino, o almeno questo è quello che sperano i diretti interessati, e il Milan che li osserva: per adesso si cresce e ci si fa strada in A, meglio se da protagonisti, per il futuro si punta al ritorno alla Casa madre. Tutti insieme appassionatamente, come due anni fa a Praga: il Milan che vince sul campo dello Sparta, passa in testa al girone e prenota un posto ai sedicesimi di Europa League schiera Maldini trequartista e Colombo centravanti. Un progetto di futuro che oggi matura lontano da Milanello.

In famiglia

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Per la prima volta da avversario a casa propria, Daniel Maldini ha fatto le cose alla grande: il primo gol in A con lo Spezia è stato un destro disegnato col compasso sotto gli occhi del padre. Con il Milan, unico club in carriera prima dell’esperienza in Liguria, il secondogenito del d.t. aveva firmato la prima rete in A, alla prima da titolare, al Picco di La Spezia, e un anno dopo ha fatto ancora centro, stavolta a maglie invertite. Lo Spezia nel destino, certo, ma anche il Milan, il club con cui papà e nonno hanno vinto di tutto e dove la magia si è ripetuta a maggio: Paolo che brinda al primo scudetto da dirigente, Daniel che festeggia il primo scudetto da giocatore, a vent’anni. “Uscire di casa mi ha responsabilizzato — ha raccontato Maldini Junior a Sportweek —: mi sento più grande. Ho un cognome pesante, ma ho imparato a viverla bene. E se sono raccomandato, non me ne sono mai accorto”. Le cose allo Spezia vanno piuttosto bene: l’inizio è stato difficile, anche perché un infortunio ha rallentato il ritmo di Daniel. Quando Gotti ha iniziato a dargli spazio, però, Maldini ha ricambiato: spezzoni quasi sempre convincenti, fino al gol di San Siro. “Ero sicuro che Daniel avrebbe segnato, certe cose si sentono”, ha commentato Pioli dopo che la sforbiciata di Giroud all’89’ ha rimesso a posto le cose per il Milan: Maldini a segno e rossoneri vittoriosi. Domenica, a Verona, lo Spezia inseguirà il terzo successo in campionato: dopo l’ingresso in corsa con l’Udinese, Daniel si gioca il posto con Verde e non è detto che non la spunti lui. Passo dopo passo, per maturare e riabbracciare presto il suo Milan.

Anche Colombo lavora per questo: il gol al Maradona — bellissimo e sbocciato dopo un rigore sbagliato, niente male quanto a personalità — era rimasto incastonato nella quarta giornata, serviva altro. E Lorenzo ha colpito nove turni dopo, a Udine: se segna, il Lecce fa punti. Succede anche quando non fa gol, ma lotta come un veterano: c’è anche la sua impronta sul 2-1 dell’altra sera all’Atalanta. Al Milan, dove il dopo Ibra e il dopo Giroud è ancora da costruire, osservano e riflettono. Lì davanti, tra i rossoneri, cresce pure Lazetic, cha ha iniziato a segnare in Primavera e a Cremona ha esordito in A.

Gli altri Lontano dal Diavolo fanno la loro strada Marco Brescianini e Marco Nasti, entrambi a Cosenza. Il primo è un punto fermo del centrocampo calabrese e sogna un percorso alla Pobega; l’omonimo, 19 anni, fatica a sfondare anche se la stoffa c’è, assicura chi lo ha visto all’opera con la Primavera milanista lo scorso anno: 18 gol in 29 partite. Emil Roback, promessa svedese arrivata dall’Hammarby di Ibra, ha indossato la maglia scudettata in estate per poi volare in Danimarca, al Nordsjaelland: più tribune che campo, per adesso. Tra Alessandria e Olbia, invece, giocano Antonio Mionic, centrocampista croato 2001, e Gabriele Bellodi, 2000 che si muove in difesa. Farsi spazio in rossonero, per loro, sarebbe oggettivamente un’impresa, ma sognare non costa nulla. Specialmente a quell’età.

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