Milan, c’è il closing: inizia l’era RedBird (e degli Yankees)

Completato il passaggio del capitale azionario. Elliott passa la mano dopo quattro anni. Fra i nuovi investitori, confermati la franchigia di baseball e il fondo in cui figura anche LeBron. Cardinale: “Obiettivo Milan al vertice”

Dopo il 1° giugno, ecco il 31 agosto. E’ l’altra data che rimarrà scolpita nella storia del Milan: oggi, con l’ufficialità del closing, inizia a tutti gli effetti l’era RedBird, che raccoglie il testimone da Elliott dopo i quattro anni di gestione da parte del Fondo guidato dalla famiglia Singer. “RedBird Capital Partners ha annunciato oggi di aver completato l’acquisizione dell’Associazione Calcio Milan per 1,2 miliardi di euro – si legge nel comunicato –. In qualità di nuovo proprietario di AC Milan, RedBird continuerà a investire in tutte le aree chiave per la promozione degli interessi sportivi e commerciali del Club, sulla base dei risultati conseguiti nella scorsa stagione. L’esperienza di RedBird nella gestione e nella costruzione di attività sportive globali farà sì che l’attuale slancio prenda ulteriore vigore nel prossimo capitolo della leggendaria storia del Milan. Le aree prioritarie di interesse includono il supporto al lavoro della leadership sportiva e aziendale del Club per assicurare che la squadra sia costantemente competitiva ai massimi livelli del calcio”.

“Visione chiara”

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Nel documento si conferma che “l’accordo vedrà anche Yankee Global Enterprises (YGE) – proprietaria dei New York Yankees, una delle franchigie sportive più importanti al mondo – entrare in una partnership strategica con il Club con una partecipazione di minoranza in AC Milan. RedBird ha una relazione di lunga data con gli Yankees e la famiglia Steinbrenner, con i quali è co-proprietario della Yankees Entertainment Sports (YES) Network, la rete sportiva regionale più seguita negli Stati Uniti”. Queste le parole di Gerry Cardinale: “La nostra visione per il Milan è chiara. Supporteremo i nostri talentuosi giocatori, allenatori e staff nel loro impegno a raggiungere il successo in campo e per consentire ai nostri tifosi di condividere le straordinarie esperienze di questo Club storico. Faremo in modo di sfruttare la nostra rete globale di sport e media, la nostra esperienza nella raccolta e analisi dei dati, il nostro track record nello sviluppo di stadi sportivi e ospitalità per raggiungere un obiettivo: mantenere il Milan al vertice del calcio europeo e mondiale”. E sugli altri investitori: “Abbiamo una relazione pluridecennale con i New York Yankees e la famiglia Steinbrenner che ha portato alla creazione di alcune delle attività di maggior successo nello sport, nell’intrattenimento e nell’hospitality. Siamo felici che la nostra partnership con loro prosegua e cercheremo di esplorare insieme le opportunità per ampliare la nostra capacità di raggiungere il più ampio numero possibile di tifosi ed espandere le opportunità commerciali”.

Spessore

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L’ufficialità è arrivata nel pomeriggio nell’ambito di un closing che, tecnicamente, è una semplice formalità: il trasferimento del capitale azionario dal vecchio proprietario al nuovo. Una logica successione temporale al signing di inizio giugno, ma in realtà i prospetti di primo piano coinvolti nell’affare consegnano alla compravendita un’importanza particolare. Dovuta, appunto, alla portata e allo spessore degli azionisti di minoranza accanto a Cardinale. In altre parole, il Milan si apre ulteriormente al mondo e riscopre una vocazione internazionale che però non è più soltanto legata al campo come avveniva in passato. Nel comunicato si specifica anche che “il completamento dell’acquisizione del Milan porta il patrimonio gestito da RedBird a circa 7,5 miliardi di dollari, con AC Milan che va ad aggiungersi al portafoglio di investimenti globali di RedBird nello sport e nell’intrattenimento”.

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