Milan, Calabria e Saelemaekers nuovi “acquisti” per Pioli e fantallenatori: la loro gestione fantacalcistica nel 2023

Pesaro travolgente, +28 a Brindisi. Rimonta Napoli, successo in volata nello scontro diretto con Treviso

20 novembre – Milano

Il sette su sette in campionato della Virtus Bologna arriva resistendo nel finale al ritorno di Trento dopo il grande inizio degli uomini di Scariolo. In difficoltà in Europa, Milano allunga su Trieste solo nel finire di terzo quarto e poi dilaga. Ma la notizia di giornata è la seconda sconfitta consecutiva di Tortona, finita a -15 a Brescia.

TRENTO-VIRTUS BOLOGNA 64-71

—  

In una BLM Group Arena quasi d’altri tempi arriva la settima vittoria in altrettante sfide nel Campionato di LBA Serie A per la Virtus Bologna di Coach Sergio Scariolo che si impone su una positiva Trento. Partenza lanciata degli ospiti che trascinati dall’estro offensivo di Nico Mannion e dalla lucidità di Mickey e Bako affondano il colpo, chiudendo avanti sul 10-20 al suono della prima sirena. Le “vu nere” continuano imperterrite a macinare una pallacanestro concreta fatta di una difesa asfissiante e un attacco ragionato: l’Aquila esce tuttavia alla distanza colpendo dall’arco dei tre punti con il lettone Grazulis e Crawford (23-32), ma gli ospiti spingono nuovamente forte sull’acceleratore, chiudendo avanti sul 27-44. Tutt’altro che conclusa la sfida: i bianconeri salgono di colpi, spezzando il ritmo di una Virtus via via in difficoltà. Toccato il -6 al 35’, i ragazzi di Coach Molin tentano il tutto per tutto con la verve offensiva di un acciaccato Flaccadori, non riuscendo però a chiudere positivamente la rimonta e consegnando i due punti alla capolista.

Trento: Crawford 17, Atkins 15, Grazulis 9

Virtus: Mannion 15, Cordinier 13, Belinelli 9

Milano-Trieste 98-81

—  

Vince Milano che straripa nel quarto periodo dopo aver sofferto, e non poco, contro Trieste per quasi 30 minuti. Sono Mitrou-Long e Hall a dare la svolta dal perimetro, prezioso anche il contributo in area colorata del duo Davies-Biligha. Non basta agli ospiti la gran serata di uno scatenato Bartley (28 con 8 rimbalzi). Botta e risposta di mano mancina in avvio, Gaines e Hall a referto, 3-3. Gara che non decolla in termini di ritmo, Pangos prova a dare brillantezza all’attacco milanese, 12-5 dopo il morbido jumper da tre punti dell’ex Zalgiris. Non mollano i giuliani che mordono in difesa, importante l’impatto di Bartley velenoso nelle conclusioni in transizione, 14-13. Corri e tira con risultati alterni per i ragazzi di coach Legovich, due belle giocate di Voigtmann regalano il più 6 all’Olimpia a fine primo quarto, 25-19. Mescola le carte coach Messina che cerca nuova linfa dalla panchina, è Mitrou-Long a dare la scossa all’attacco dei campioni d’Italia, Davis tiene li Trieste con il canestro del meno 4, 30-26. Momento magico per gli ospiti che agganciano con l’incursione di Bartley, è Pacher a mettere la freccia con una tripla frontale, 30-33. Fatica a ritrovare armonie offensiva l’AX che scivola a meno 7 dopo il recupero, con schiacciata, di Bartley, e il canestro di Davis, 32-39. Con un pizzico di fortuna, e con il gran talento di Mitrou-Long, Milano trova un insperato meno 1, il buzzer beater di Bartley dall’angolo chiude il primo tempo, 38-42. Reazione milanese dopo la pausa lunga, Melli apre il fuoco dall’arco imitato da Pangos, Hall sigilla il sorpasso, 49-48. Non mancano faccia tosta e coraggio ai triestini, Lever per il controbreak con bomba frontale, 51-53. I campioni d’Italia si aggrappano ai rimbalzi d’attacco in serie ed a San Mitrou-Long, è vantaggio Olimpia alla penultima sirena, 65-57. Si sblocca l’AX che ora ritrova certezze e fluidità, fondamentale il gran lavoro in vernice di Biligha, Hall in transizione per il primo margine in doppia cifra, 72-61. E’ la fuga decisiva per Milano che chiude i conti dopo l’antisportivo sigillato da Biligha, 77-64.

Milano: Mitrou-Long 23, Hall 18, Davies 16

Trieste: Bartley 28, Gaines 12, Pacher e Davis 10

Il big-match della settima giornata di Lba si chiude con il successo di Brescia che interrompe la striscia negativa di 3 sconfitte imponendo a Tortona il secondo stop consecutivo in trasferta. Senza Cain i bianconeri hanno rincorso per 40’ i padroni di casa, scesi in campo senza Caupain. Parte bene la squadra ospite (4-10) salvo subire il rientro veemente di Brescia (22-13) trascinata da Gabriel e Petrucelli. Brescia è lucida e cinica e nel secondo quarto allunga fino a toccare il +16 (41-25), trascinata da Della Valle. Dopo l’intervallo Tortona rientra in partita grazie a Macura e Daum (47-45) protagonisti del break di 13-4: Della Valle con 7 punti in fila riporta Brescia al 30’ a +10 (61-51). Ultimi 10’ in controllo per Brescia a cui ha giovato la pausa per le nazionali, trascinata da Della Valle e Petrucelli; per Tortona una sconfitta figlia di una partita giocata sotto i ritmi abituali, con i bianconeri costretti a subire la difesa degli avversari, cosa che abitualmente fa proprio Tortona. (Alberto Banzola)
BRESCIA: Della Valle 23, Cournooh 14, Petrucelli 11
TORTONA: Macura 14, Daum 11, Severini 11.

Napoli torna al successo dopo due sconfitte consecutive rimontando una partita che Treviso comanda con autorità per 25 minuti e vincendola due volte nel finale con l’ottimo esordio di Davis. E’ Treviso a guidare la partita nel 1° quarto, gli uomini di Nicola si mostrano più organizzati e soprattutto più reattivi e dopo 4-9 del 3’ arriva il 10-18 del 7’ che costringe Buscaglia al time out. Napoli sembra uscirne rinfrancata, i canestri di Howard e Johnson la riportano sotto ma a cavallo del primo intervallo la squadra ospite scappa di nuovo col buon impatto di Faggian e Simioni (17-28 al 13’). La svolta di Buscaglia è una zona 3-2 con cui i locali tornano a -1 con 50” da giocare nel 3’ quarto: Treviso si innervosisce, Sokolowski prende un tecnico per proteste e Napoli lo converte nel 4-0 che vale il sorpasso sul 62-59 del 30’. E il gap si allarga ancora in avvio di 4° periodo con Howard e Stewart che firmano il 71-63 del 33’. A 2’40” è parità a quota 75, la sblocca Michineau in penetrazione, poi Stewart stoppa Sokolowski ma è Williams, a 30” dalla sirena, a piazzare la giocata-partita schiacciando a canestro il tap in dell’81-77. La chiudono Uglietti e Stewart dalla lunetta. (Leonardo Balletta)
Napoli: Williams 18, Howard 18,
Davis 13
Treviso: Iroegbu 25, Cooke13, Sokolowski 13

Brindisi-Pesaro 74-102

—  

Pesaro senza Delfino e Tambone travolge Brindisi, scrivendo a referto 102 punti e dominando una partita condizionata da un avvio disastroso dei padroni di casa. Con un parziale di 16-0 i marchigiani costringono la Happy Casa a rimanere a bocca asciutta in attacco per oltre 6’ dalla palla a due, sino al primo canestro della serata di Mezzanotte da 3 punti. Da quel momento i brindisini provano ad entrare in partita con la consapevolezza di dover scalare l’Everest per raddrizzare una serata nerissima. Vitucci rivoluziona il quintetto lasciando sul parquet solo Perkins: la scelta paga visto che Brindisi dimezza lo svantaggio alla fine del primo quarto con una tripla di Dixson (10’, 11-19). Pesaro, al contrario, continua a mantenere il comando delle operazioni (75% da 2 e il 57% da 3) giocando soprattutto di squadra e con una difesa a zona che aggiunge qualche grattacapo in più ai pugliesi. Al 15’ la Carpegna sale nuovamente in quota con due triple consecutive di Mazzola e Rahkman oltre alla schiacciata dell’ex Visconti, punti che valgono il nuovo massimo vantaggio. Brindisi ritrova i suoi giocatori da quintetto, ma la musica non cambia. Pesaro è un bulldozer: vira alla fine del primo tempo con 18 punti di vantaggio (34-52) frutto di un predominio totale. Al rientro in campo la Carpegna dilaga sino al +31 (27’, 46-77) un istante prima dell’espulsione di Perkins capace di collezionare un tecnico e poi un antisportivo in pochi secondi. Col suo ingresso nel tunnel degli spogliatoi svaniscono le ultime speranze di rimonta di una Happy Casa davvero imbarazzante, costretta anche al -34 (55-89) a 9’ dal termine di una lunga agonia. (Giuseppe Mazzone)

Brindisi: Burnell 18, Bowman 11, Mezzanotte, Dixons 10.

Pesaro: Rahkman 24, Totè 17, Kravic 16, Moretti 12, Gudmundsson 10.

Sassari-Scafati 86-67

—  

L’esordio di coach Caja in panchina non porta i risultati sperati per Scafati, nel derby dell’esperienza in serie A, è Bucchi ad avere la meglio, con Sassari mortifera dalla lunga distanza nella prima parte di gara e brava a gestire dopo la pausa lunga. Parte meglio Sassari che capitalizza la giornata di Bendzius al tiro, una sentenza dai 6.75 a cui Scafati non riesce a trovare una soluzione; Caja concede subito spazio al nuovo arrivo Butjankovs e il lettone, prova a dare una nuova dimensione nel pitturato alla Givova, senza però incidere in maniera importante. La gara è ricca di falli che interrompono spesso il ritmo, Scafati accusa in maniera maggiore questa situazione, mentre Sassari è brava a rimanere lucida, costruendo anche il +17; il time out di Caja nel finale di tempo vale il break ospite e, le gite in lunetta, compensano le giornate storte al tiro dell’ex di giornata Logan e dei compagni: 45-36 al 20’. Dopo la pausa lunga, l’attesa reazione si Scafati si ferma ad un buon passaggio di Pinkins e Logan in apertura di terzo quarto, break che vale il -4, ma anche il time out che di fatto apre il lungo parziale che indirizza la gara per Sassari. Dopo il minuto chiesto da Bucchi, sale in cattedra Jones, che coadiuvato dal solito Bendzius mette in piedi un break da 22 a 6 che vale il +20 Dinamo e di fatto, la vittoria Sassarese con 10’ di anticipo. L’ultimo quarto serve solo per le statistiche e per permettere a Stephens da una parte e Butjankovs dall’altra, di provare i giochi con i nuovi compagni, con Sassari comunque lucida nel gestire il vantaggio

Sassari: Bendzius 24, Jones 19, Treier 10

Scafati: Logan 20, Pinkins 19, Rossato 10

Precedente La Francia è uno spettacolo: 4-1 all'Australia coi gol degli "italiani" Successivo Giroud nella storia: eguagliato il record di 51 gol di Henry con la Francia

Lascia un commento