Milan a Investcorp, a giorni si firma: le cifre e i prossimi step

Gli studi legali stanno sistemando alcuni aspetti finanziari, il signing atteso in pochi giorni. Poi, a fine campionato, il closing vero e proprio

L’attesa ovviamente c’è, anche se non è estenuante e ricca di tensione come era successo nei due passaggi di consegne precedenti fra Berlusconi e Li Yonghong, e da quest’ultimo a Elliott. Il nuovo cambio di proprietà al comando del Milan – è il terzo negli ultimi cinque anni, un dato molto rilevante – è incanalato in un solco profondamente diverso dal passato. Innanzitutto non c’è un’urgenza strutturale in quanto non occorre garantire la sopravvivenza al club. Tutt’altro. E in secondo luogo – ma non certo ultimo – Elliott non ha una premura particolare di chiudere immediatamente, anche perché non aveva intenzione di cedere la mano già quest’anno. Poi è arrivata Investcorp, con un’offerta impossibile da far cadere nel vuoto. E nel giro di due mesi il primo contatto informale fra le parti si è trasformato in una trattativa in esclusiva. Esclusiva che adesso non c’è più, ma siamo già passati allo step successivo. Ovvero agli ultimi aspetti che porteranno al signing, cioè la firma dell’accordo preliminare di compravendita.

Garanzia

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La prima data individuata per il contratto preliminare era stata il 29 aprile, il giorno prima che scadessero le due settimane di trattativa in esclusiva. Si è andati oltre per analizzare ulteriormente alcuni passaggi tecnici e perché, anche senza esclusiva, non si rischiano sorprese dell’ultima ora: Investcorp sarà l’acquirente rossonero, sebbene il Milan fosse corteggiato anche da altre realtà di primo piano. E nel corse delle settimane è salito anche il prezzo di vendita, arrivato a 1,18 miliardi di euro. Una cifra giudicata da diversi addetti ai lavori fuori mercato, e cioè eccessiva, ma allo stesso tempo una sorta di garanzia sul progetto a medio-lungo termine che il fondo con sede in Bahrain ha in mente sul club rossonero. Siamo quindi ai giorni decisivi per l’annuncio, con gli studi legali all’opera per risolvere ancora alcune problematiche, effettivamente presenti ma che non rappresentano un rischio per il buon fine dell’affare. Anche perché la due diligence, ovvero l’analisi dei conti, è filata via liscia. Difficile ipotizzare un giorno esatto per la fumata bianca, probabile comunque che si vada alla prossima settimana.

Il ruolo delle banche

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Poi, dopo la fine del campionato, arriverà il closing vero e proprio con il passaggio del capitale azionario. Esistono ovviamente delle penali nel caso in cui una delle parti si tiri indietro all’ultimo momento, ma nulla fa presagire uno scenario simile. Per quanto riguarda la mole di denaro maneggiata da Investcorp (che, è importante ricordarlo, è un gestore di capitali altrui proprio come Elliott), si parla di circa 800 milioni immessi come capitale proprio e la rimanenza con l’intervento di alcune banche di alto profilo mondiale. Nell’ultimo mese Investcorp ha messo al lavoro due team: uno si è occupato della due diligence, l’altro sta lavorando al business plan, ossia i contenuti e le caratteristiche del progetto. Progetto che su alcuni aspetti ricalcherà le linee guida di Elliott – monte ingaggi sotto controllo e, in generale, la sostenibilità finanziaria ovviamente –, mentre su altri la capacità di spesa potrebbe parzialmente aumentare. Ma tenendosi comunque pronti all’avvio del nuovo Fair play finanziario voluto dalla Uefa. In questo senso, il “trucco” era e sarà sempre lo stesso: aumentare il più possibile i ricavi.

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