Mihajlovic pronto per Sanremo: “Io e Ibra, due zingari sul palco”

Il tecnico del Bologna: “Il confronto coi tifosi? Mai insulterei qualcuno, amerò questa piazza fin quando vivrò. Amadeus mi ha chiamato, e c’è una canzone che mi piace particolarmente…”

Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite

19 febbraio – Casteldebole (Bologna)

Nella chiacchierata più lunga ed esaustiva degli ultimi tempi, Sinisa Mihajlovic tocca ogni tema. Uno, il confronto coi tifosi dopo il pullman-gate nato venerdì 12 febbraio nel pre Bologna-Benevento: “Loro hanno espresso i propri punti di vista – dice Sinisa -, poi ho parlato io e ho detto che mai e poi mai avrei potuto insultare o offendere qualcuno, perché so quanto mi hanno dato i tifosi, quanto ho dato io e che tipo di rapporto esiste. Io a Bologna sto bene e amerò questa piazza e questa gente fino a quando vivrò. Loro hanno sofferto per quel che è successo sul pullman, io quando ho letto “Pezzenti” sullo striscione. Non devo chiedere scusa perché non ho offeso nessuno, è il mio modo di fare e scherzare, ma so che quando qualcuno ci rimane male è giusto parlarsi. E lo abbiamo fatto. Un errore è stato quello di non ringraziare quei 500 tifosi, la prossima volta faccio scendere tutti dal pullman. Non ci abbiamo pensato, abbiamo sbagliato. In due anni e mezzo ho sempre mostrato gratitudine ai tifosi e loro a me durate la malattia: siamo stati bravi tutti e due (le parti, ndr) perché abbiamo sempre fatto le cose col cuore, loro a starmi vicino, io a salvare la squadra e a lavorare anche quando ero in ospedale e per stare vicino ai giocatori da remoto mi facevo punture di cortisone. Non so quanto rimarrò qua ma io al tifoso del Bologna vorrò bene per tutta la vita. Sono sempre stato un ultrà per le squadre che ho allenato o in cui ho giocato: e quando mi arrabbio con i giornalisti o l’arbitro o per qualcos’altro lo faccio perché tengo alla mia squadra”.

Il futuro e l’agente

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In settimana, Sinisa Mihajlovic ha cambiato agente: dal gruppo Pastorello a Lucci. E in futuro cambierà squadra nonostante il contratto fino al 2023? Bologna si interroga. “In ogni posto in cui sono vivo come se dovessi starci dieci anni. A Bologna sto bene, sono tranquillo, sereno, a volte mi arrabbio ma adesso pensiamo alla salvezza. Poi vedremo. Con la società c’è sempre stata unità di vedute, a fine anno vedremo quali programmi ci saranno.. se mi piace la Premier? Sono uno che ovunque va vuole riuscire a far bene le cose. Sì, mi piacerebbe vivere altre culture ma non devo andare via per forza. Di solito quando mi ci metto riesco sempre ad esaudire i miei sogni. Dovrei vivere 150 anni per poter fare tutto quel che vorrei, pensa che stavo morendo a 51…”.

Compleanno e Sanremo

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Domani va in onda il derby. Sassuolo in alto, Bologna che deve rifarsi dopo il pareggio in casa contro il Benevento. “Ora c’è la partita contro il Sassuolo – continua Sinisa -: noi e loro siamo due società modello, loro hanno speso di più per certi giocatori ma noi dobbiamo fare il passo in più da punto di vista mentale. E domani è il mio compleanno (52, ndr) e quindi se i miei giocatori mi fanno un regalino io sarò contento. Se vado a Sanremo? Mi ha chiamato Amadeus: per fortuna non c’è pubblico, sennò io e Ibra sai che roba… Io e Ibra saremo due zingari sul palco. Una canzone italiana che mi piace? Io vagabondo… ma adoro anche i testi di Cremonini, Morandi, Ramazzotti, Antonacci, Venditti. L’Italia è perfetta in tutto, vi manca un po’ di coraggio ma avete tutto per il resto… A volte provo invidia a non essere italiano”.

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