Miha, l’uomo nato due volte. Oggi ha due anni ed è già nonno

Una leucemia mieloide acuta spesso non dà scampo e a chi riesce a farcela lascia comunque minato il corpo e lo spirito, ma non è questo il caso di Sinisa Mihajlovic

L’uomo nato due volte ma protagonista di mille vite ha da poco compiuto… 2 anni. Era il 29 ottobre del 2019 quando Sinisa Mihajlovic affrontava il trapianto di midollo osseo, donatogli da un ragazzo degli Stati Uniti, il Paese che non sopportava dopo il bombardamento Nato della Serbia. Uno dei tanti intrecci del destino in una vita da film, piena di così tante cose, che se non fossero tutte vere, verrebbe da dire “ora stiamo esagerando con la sceneggiatura”. Dopo mesi di ricoveri, sessioni di chemio e brevi periodi di ritorno alla normalità e alla panchina, Sinisa affrontò il momento del trapianto con quel personalissimo mix di coraggio, ottimismo e incoscienza che forse è stato la chiave, insieme alle cure, ai progressi della medicina e alla fortuna, dell’uscita da un incubo. Quello che Sinisa ha avuto, una leucemia mieloide acuta, spesso non dà scampo e a chi riesce a farcela lascia comunque minato il corpo e lo spirito. A lui no. Circa sei mesi dopo il trapianto la moglie di un paziente del Sant’Orsola che era uscito dall’ospedale con lui, disse ad Arianna, la moglie di Miha, che suo marito cominciava a fare qualche passetto da solo… Lei si vergognò a rispondere che Sinisa invece già correva, faceva palestra, alzava pesi. Tutto come prima. Anzi, meglio di prima.

Un nuovo inizio

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“Mi sento un ragazzino, averlo saputo questo trapianto lo avrei fatto prima”, scherza oggi Sinisa, sorridendo con aria guascona, sotto una di quelle coppole che porta per coprire la testa rimasta rasata. Un nuovo look, forse l’unica immagine che al mattino, davanti allo specchio, gli ricorda quello che ha passato e gli fa rinnovare la promessa fatta a se stesso due anni fa: “Ne uscirò e poi sarò un uomo migliore”. Oggi lo è: perché al carattere, ai valori, alla personalità forte rimasta intatta, ora ha unito maggiore empatia, sensibilità, capacità di ridere, di piangere e apprezzare le piccole cose che la vita ogni giorno ci presenta. E quelle grandi e meravigliose come essere diventato pochi giorni fa nonno di Violante. Oggi Sinisa la stringe al petto con le braccia sicure di un uomo di 52 anni e lo sguardo tenero di un bambino che ne ha appena compiuti due…

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