Mertens: "Parliamo spesso di Maradona. In centro ne avverto la presenza"

Si può fare, e persino senza eccessiva moderazione ma comunque senza esagerazioni: è il momento di sognare, perché no?, di dare un’occhiata dal buco della serratura al futuro, e immaginarselo un po’ come Napoli vuole, ormai da trentuno anni. «Si deve sempre sognare». Quando Ciro Mertens entra in scena, c’è sistematicamente una parabola che va dritto all’incrocio dei pali o al cuore della gente: e mentre Inter-Napoli sta per cominciare, e per raccontare anche un’altra verità, lo «scugnizzo» che da Palazzo Donn’Anna quando si sveglia si lancia dentro una favola, palleggia con il sentimento d’una città ch’è la sua e la scalda. «Stiamo facendo bene ed è arrivato qualche calciatore che ha alzato il livello tecnico della squadra». Nella sala affollata del Tennis Club Napoli, dove «Ciro» è anche un fumetto dei «I grandi calciatori del Napoli» (di Valter De Maggio, ed. Ragazzi, 142 pg, 8,90 euro), c’è un mondo che si apre come nell’orizzonte mattutino di casa-Mertens, che entra in tackle su «le Figaro» e straccia quella definizione da Terzo Mondo d’Europa con una pennellata di ammirazione: «Io non ho neanche bisogno di parlare della bellezza di Napoli, tutti sanno cosa penso. Quando mi sveglio, vedo il mare, Capri, il sole. Il mio problema sarà come fare a tornare in Belgio. E non chiedetemi quando ci tornerò, perché posso soltanto dirvi il più tardi possibile». Ma ci sono serate come questa in cui è legittimo rivelare (quasi) ogni cosa di sé, persino del proprio privato, ondeggiando tra il desiderio – confessato entrando tra la gente – di «far nascere il figlio a Napoli» – e la pubblica riservatezza nell’evitare di svelare il nome dell’erede. «Io e Kat non l’abbiamo ancora scelto». E poi Maradona: «Diego sarà sempre vivo nello spogliatoio, a Napoli ed in tutto il mondo. Noi parliamo spesso di Maradona, leggiamo ciò che ha fatto per imparare tutto quello che si può di un uomo che ha fatto vincere questa città. Quando cammino in centro, ne avverto la presenza».

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