Mertens, l’ultimo dei romantici. Ma se va alla Juve non dategli del traditore

L’offerta di Agnelli è ideale, eppure Ciro resiste: troppo forte il legame con la “sua” città. E dire che De Laurentiis lo ha accusato di aver pensato soltanto ai soldi…

È l’ultimo dei romantici. Uno tra i pochi – pochissimi – protagonisti del calcio che dà ancora valore a sentimenti e simboli: la maglia, la passione, la fedeltà, la rivalità, il rispetto. Parole vuote per molti, piene di significato per lui. La Juve gli offre cinque milioni l’anno? Dries Mertens detto Ciro (non a caso), e il cui figlio si chiama davvero Ciro (non a caso, nemmeno lui), prende tempo, ci pensa, riflette. Senza dire sì. Dopo nove anni a Napoli, Ciro Mertens sa cosa rappresenta la Juve in quella città: l’avversaria per eccellenza, quella (diciamo così) meno sopportata. Può lui, il miglior marcatore nella storia del club azzurro, capace perfino di andare oltre Maradona, mettersi addosso i colori bianconeri, che i suoi (ex) tifosi vedono come se fossero fumo per gli occhi? Eppure i presupposti per cominciare questa nuova avventura, ancorché destinata a essere breve, ci sarebbero tutti: i soldi, tanti, per due stagioni; l’ambizione, perché con la Juve potrebbe provare a raggiungere obiettivi mai centrati in carriera; la situazione contrattuale, visto che il legame con il Napoli si è esaurito e lui è libero di andare dove vuole (gratis, per di più). Poi ci potrebbe anche essere un senso di rivalsa nei confronti del presidente che lo ha scaricato. Mi hai fatto fuori? E io vado nella squadra che ha vinto un’infinità di scudetti.

Dubbi

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Ma lui, Mertens, è diverso. Per questo ha preso tempo, anche se sa che la Juve potrebbe cambiare idea puntando su un altro attaccante: non è convinto della scelta, firmando quel ricco contratto si sentirebbe un traditore. Già, ma lo sarebbe? Certamente no. Se accettasse di trasferirsi a Torino, si comporterebbe semplicemente da professionista. In ogni ambito della vita, non solo nel calcio, il professionista va dove ci sono maggiori prospettive di successo e migliori guadagni. Dries detto Ciro sta facendo il contrario, ispirato dalle sue originali convinzioni e non spinto da qualche tifoso del Napoli che sui social ha subito cominciato a mettere in dubbio il legame affettivo del giocatore nei confronti della città.

Panda

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“Per Mertens è una questione di vil denaro”: riletta oggi, a distanza di un paio di settimane, la frase con cui De Laurentiis ha di fatto annunciato l’addio del Napoli all’attaccante suona decisamente stonata. Ha rischiato di farlo passare per avido, per irriconoscente, per traditore appunto, ma la storia di queste ore ci sta raccontando una verità differente. Oggi, al contrario, il belga sembra quasi un panda da salvare nel cinico mondo del pallone. Un mondo nel quale la rivalità è diventata un elemento quasi accessorio, tanto che – per esempio – Bernardeschi, Chiesa e Vlahovic lasciano Firenze per la Juve e i tifosi viola, acerrimi antibianconeri, la prendono quasi con filosofia, senza le esasperazioni del passato (ricordate la ribellione per la cessione di Baggio?). Accade così un po’ ovunque, adesso. Ogni scelta di mercato, anche la più scomoda, viene vissuta con una lucidità un tempo inimmaginabile. Qualcuno si sfoga sulla tastiera ma molti comprendono; il tifoso ormai si è trasformato quasi in un contabile, tiene sotto controllo il bilancio della società, capisce le rinunce, le economie, spesso perfino le cessioni. Anche per questo Mertens spiazza: sembra un cavaliere fuori dal tempo. Resisterà davvero alla corte della Juve? Chissà. Ma già il fatto che finora ci sia riuscito lascia a bocca aperta. Altro che vil denaro.

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