Mercato Roma, chi parte e chi resta: le pagelle di De Rossi per il futuro

ROMA – Attenzione al big bang. In attesa di firmare il contratto, che sarà di tre anni e non due più uno, Daniele De Rossi prepara la «ricostruzione» in ossequioso rispetto dell’organico attuale. Ne vedremo delle belle, nei fatti più che nelle parole. Reset. Gli ultimi 180 minuti del campionato, oltre a consolidare il sesto posto, servono soprattutto a valutare il futuro. Tanti giocatori sono in prestito o in scadenza di contratto, altri sono stati degradati al ruolo di esuberi milionari, altri sono indecisi sul da farsi o lasciano dei dubbi alla società. Attorno alla stella polare De Rossi, punto fermo indiscutibile, i Friedkin studiano con il telescopio la nuova Roma.

I fedelissimi di De Rossi

Al netto di possibili offerte capaci di scombinare i piani, l’allenatore confermerà tutti i suoi fedelissimi: il gruppo degli italiani che gestisce lo spogliatoio (Pellegrini, Mancini e Cristante) più El Shaarawy, l’erede designato Paredes, il portiere benedetto Svilar, più N’Dicka e gli altri nuovi: Angeliño, che sarà riscattato dal Lipsia per circa 5 milioni, e Baldanzi, sul quale la Roma ha investito molti soldi a gennaio. Naturalmente De Rossi vorrebbe tenere anche Dybala, al quale anzi affiderebbe volentieri il ruolo di falso nove, alla Totti, per modificare l’assetto e la filosofia della squadra. Non per caso ha citato come esempi per organizzare la rivoluzione il Bayer Leverkusen e Atalanta, due rose di qualità che hanno calciatori molto rapidi e resistenti. Non per caso ha telefonato a Federico Chiesa, che considera l’ala ideale per la sua ricerca di dribbling e profondità.

I giocatori in partenza

De Rossi rinuncerà invece senza tanti rimpianti al gruppo dei precari: il secondo portiere Rui Patricio, i prestiti Hujisen, Renato Sanches, Azmoun, Kristensen e persino Lukaku. Darà il via libera alle eventuali cessioni di Karsdorp, Celik e Aouar, che hanno reso troppo poco rispetto al livello degli stipendi.

Calciatori a caccia della riconferma

C’è chi infine deve sfruttare il rush finale per guadagnare posizioni. La lista è guidata da Smalling, che comunque sarebbe difficile da piazzare avendo un altro anno di contratto a 4 milioni netti. Ma ha qualcosa da dimostrare pure il connazionale Abraham, che torna da un terribile infortunio e non ha ancora ritrovato la migliore condizione. L’estate può aiutarlo, chiaro, ma anche le prossime partite sono un esame per valutarne i progressi. Resta incerto anche il percorso di Llorente, che da un anno e mezzo frequenta Trigoria e a giugno può essere trattenuto dietro il pagamento di 5 milioni al Leeds. E’ una possibilità. Ne ha meno Spinazzola, che il 30 giugno entrerà nel mondo degli svincolati. A De Rossi il tipo di terzino piace molto. Il rinnovo in extremis, a cifre molto più basse rispetto al contratto attuale, è improbabile ma non escluso. Infine occhio ai giovani: Bove e Zalewski con De Rossi hanno perso importanza. Se la Roma ricevesse proposte allettanti, gradite ai ragazzi cresciuti in casa, potrebbe considerarle. A malincuore.


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