Meravigliosa Palmese: dall’ultimo posto all’ottavo. E il bello deve arrivare

PALMA CAMPANIA – Non ci sono più parole. A Natale era ultima e letteralmente spacciata. In 12 domeniche un delirio di risultati, di punti e di grande gioco. La Palmese fa parlare tutta Italia. Ha totalizzato 27 punti, perdendo una sola volta due domeniche fa a Pagani e poi mettendo a tappeto tutti i suoi avversari. Una marcia trionfale dall’ultimo posto dell’utima giornata del girone di andata fino all’ottavo che occupa attualmente dopo aver steso in Puglia 2-3 il Gallipoli in casa propria. Non si poteva immaginare un cammino simile la sera del 21 dicembre scorso, quando al capezzale di una squadra moribonda venne chiamato Nicola Dionisio. Quella telefonata non pareva avere speranza di successo, visto il nome e la storia del direttore sportivo irpino. Invece “alla Palmese nessuno può dire di no – rispose il ds – questa storia infinita mi attrae. Se mi date carta bianca, vengo”. E fù così. Due ore di colloquio. Tutti un passo indietro. E Dionisio si mise in marcia. Gli passò per la mente Ciullo, oggi al Barletta. Poi virò subito su un nome che nessuno pronunciava: Teore Grimaldi. A inizio stagione per 2 settimane al Portici prima di scappare via. “Vedrete che allenatore è questo qui. Grande gioco. Il 4-3-3 come base ma sa far tutto – ci spiegò subito don Nicola – ci mettiamo al lavoro. C’è da lavorare tanto. Il resto lo deve fare il pubblico di questo paese e la sua storia”.

LAVORO, LAVORO, LAVORO – Allenamenti massacranti. Qualche innesto. Tanta applicazione sul gioco. Bisognava giocare, percjè la Palmese non lo faceva. Non aveva gioco e non si riconosceva sul terreno di gioco. Niente amicheboli al giovedì. Niente di niente. Solo allenamenti e sudore. Tattica, lavoro di testa, sistemazione quasi fanatica in ogni parte del campo. Movimenti controllati a distnza. Come mei flipper dei ragazzi. Col telecomando. “Sono riconoscente ai ragazzi – confessa ora Grimaldi – mi hanno seguito e hanno dato l’anima dal primo giorno. E grazie tante ai palmesi. Sono insuperabili. Ci fanno sentire grandi in campo. Trasformano lo stadio in un palcoscenico come in serie A. E lo cantano pire nell’inno. Per loto e anche per noi…oggi la Palmese è serie A. Cuore, impegno. Appartenenza. Valori che ci invidiano tutti”. Proprio così. Adesso la Palmese mette soggezione a tutti. Dopo l’ennesimo colpo a Gallipoli, dopo averne fatti altrettanti a Casarano e Fasano, è ad un passo dal festeggiare una miracolosa salvezza diretta. Bastano pochi punti. Forse già alla ripresa il 7 Aprile Grimaldi & i suoi boys potrebbero assestare il colpo decisivo . E poi? E poi…inizierà il vero problema. Quello che Dioniso sotto voce ha accennato il primo giorno. “Se ci salviamo qui voglio aprire un ciclo –spiegò e conferma- la Palmese mi è entrata nella pelle. Tra qualche settimana ne parliamo. Non dipenderà da me. Ora la Società sarà chiamata a decidere cosa vuol fare. IO voglio restare. Loro mi dissero programma a due-tre anni. Francamente vi dico che questo il paese del pallone. Qui si può fare…”.

SPRINT FINALE – E non pronuncia altro. Restano Manfredonia, Gelbison e Rotonda in casa e le trasferte di Bitonto e Nardò. Nessuna di queste partite fa impressione. Ora il dubbio riguarda il futuro. Il DG avv. Cerbone ha rivelato che sta mettendo su carta il piano operativo futuro. Ci sarà tempo, ovviamente. Bisogna prima fare i pochi punti che mancano. Poi la Palmese sarà chiamata a diventare grande. A Natale era morta. A Pasqua è risorta a nuova vita. Deve scartare la sorpresa. Deve nuovamente programmare la innominabile…serie C. Sarebbe la terza volta. Forse la più bella. Perché risorgere dopo la morte …è solo delle grandi storie.

Luigi Alfano


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