Mbappé, Pogba e… Gli incentivi alla firma e i finti parametri zero

Il Psg di fatto ha ricomprato Mbappé. Lo strano caso di Pogba, che si dimezzerebbe lo stipendio senza extra

costa e quanto guadagna un giocatore sta diventando sempre più complicato a causa di bonus, commissioni e artefici vari che alterano in maniera sempre più pesante i valori dell’affare. A maggior ragione quando il calciatore è a fine contratto e quindi a parametro zero. Perché la verità è che i parametri zero di fatto non esistono. Chi arriva a scadenza monetizza quasi sempre il passaggio da una squadra a un’altra. Ci guadagnano gli agenti, i mediatori e ovviamente i giocatori che non solo ricevono ingaggi più alti, visto che il club acquirente non paga il cartellino, ma da qualche anno anche delle cospicue somme come incentivo alla firma. Assegni “una tantum”, che permettono ai club di accontentare le pretese del giocatore senza aumentare troppo il suo ingaggio ufficiale rischiando un pericoloso effetto domino tra i compagni di squadra.

Kilian e Paul

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ll caso più eclatante e recente è stato quello di Mbappé. Il Psg ha di fatto ricomprato il cartellino del francese, versandogli una cifra monstre alla firma (lo stesso avrebbe fatto il Real se avesse scelto di andare in Spagna). In Italia nei giorni scorsi la Roma, una volta capito che Mkhitaryan aveva scelto l’Inter, ha ricordato come all’armeno in 3 anni fossero già stati versati 20 milioni netti, 5 a stagione più 5 come incentivo alla firma. Micky è della scuderia Raiola come Pogba che lo scorso anno guadagnava 15 milioni di euro all’anno (ma c’è chi sostiene di più) dallo United e che adesso dicono stia trattando il ritorno alla Juve per soli 7,5 più 2,5 di bonus a stagione. Fosse vero, sarebbe l’unico caso di giocatore importante all’ultimo grande contratto della carriera che, a parametro zero, si accasa in un altro club dimezzandosi l’ingaggio e senza incentivi alla firma…

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