Mauro: “Luca era un uomo incredibile, per fortuna sono riuscito a salutarlo”

L’ex compagno della Sampd’oro, Dossena, l’aveva invece incontrato a fine novembre per la presentazione del docufilm sulla squadra dello scudetto: “Ebbi la sensazione che lui avesse voluto stare con noi per l’ultima volta”

Da anni, ormai, Gianluca Vialli e Massimo Mauro avevano creato una Fondazione che portava il loro nome, finalizzata a supportare la prevenzione e la cura dei tumori, nonché a finanziare la ricerca di eccellenza sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Un lavoro importante cresciuto negli anni, che ha mantenuto strettissimo il legame fra loro. E proprio Mauro ha raccontato al Tg1 il suo ultimo incontro con Gianluca nella clinica londinese dove era ricoverato: “L’ho visto dieci giorni fa a Londra ed era in condizioni molto critiche. Era difficile comunicare con lui. Ogni due ore, per circa dieci minuti, riusciva a essere lucido: abbiamo parlato della Samp, della Juve e della nostra Fondazione”. Era stato proprio l’amico ricoverato da alcuni giorni nella struttura londinese a fargli sapere che avrebbe gradito una sua visita: “Per fortuna sono riuscito a vederlo a Londra. Era un uomo incredibile e aveva una vera leadership. Negli ultimi anni ha vissuto un’esperienza straordinaria in Nazionale, che gli ha dato tanto entusiasmo, e di questo ringrazio la Figc. Lascia due bimbe e una moglie fantastiche. L’unico suo grande rammarico è non essersi potuto occupare della Samp. Avrebbe voluto tanto fare il presidente del club blucerchiato e aiutare la `sua´ Sampdoria”, ha aggiunto Mauro. Ma, poi, il rifiuto dell’ex presidente Ferrero, che aveva detto no alla cessione del club a Vialli ed ai due magnati stranieri interessati alla Samp, fece tramontare il desiderio di Gianluca.

L’ULTIMO SALUTO

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Un altro ricordo toccante arriva da uno degli ex della Sampd’oro tricolore, Giuseppe Dossena, che ieri sera era a Genova in piazza De Ferrari mentre alle sue spalle scorrevano le immagini di Gianluca sulla facciata del palazzo della Regione. L’ultima domenica di novembre si erano visti a Genova per la prima cittadina del docufilm sulla Samp dello scudetto. “Aveva gli occhi stanchi, Luca. Continuava a guardarci da lontano e ci sorrideva”, ha raccontato al Corriere. Anche se si vedeva chiaramente che la situazione era critica: “Nessuno fece riferimento alla malattia, ma ebbi la sensazione netta che lui avesse voluto sfidare il dolore fisico per stare con noi per l’ultima volta in quella Samp che aveva amato così intensamente”. Proprio così.

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