Mattia De Sciglio, campione ritrovato grazie al mental coach e alla fiducia di Allegri

Il nome di Mattia De Sciglio è tornato a circolare tra gli appassionati di calcio italiano con il suo rientro dal prestito al Lione , ma la storia del terzino 28enne parte da molto lontano, da quando tutti si accorsero subito del talento del bambino che sgambettava sul campo dell’ oratorio di Rozzano , nella periferia milanese. A 9 anni non compiuti, infatti, viene prima scartato dall’Inter perché gracile e poi aggregato ai Pulcini del Cimiano – storica anticamera del Milan – e in una sola stagione convince i rossoneri a dargli il benvenuto in famiglia: l’inizio di un legame che durerà per ben 15 anni.
Destro naturale, comincia come centrale di difesa per poi essere spostato sulle fasce per via della capacità di gamba e la versatilità in fase difensiva e offensiva. Passo dopo passo, Mattia resiste ai tagli del club nei confronti dei giocatori meno pronti e arriva in Primavera, trovando – appena diciottenne – l’esordio in prima squadra in una partita di Champions League contro i cechi del Viktoria Plzen. Il ragazzo piace ai tifosi e cresce a vista d’occhio, così diventa titolare .

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