Mattarella come Pertini, esulta per l’Italia campione: la sua notte a Wembley

Il Presidente della Repubblica in tribuna a festeggiare il trionfo degli azzurri, come il suo predecessore in una delle immagini iconiche del Mundial ‘82

Ce l’abbiamo fatta! E Sergio Mattarella diventa un po’ Sandro Pertini con Wembley al posto del Bernabeu anche se quelli erano Mondiali e questi sono Europei: “Grande riconoscenza a Mancini e ai nostri giocatori, hanno ben rappresentato l’Italia e reso onore allo sport”, ha commentato poi. L’immagine dell’esultanza del Capo dello Stato, quelle braccia in aria condite da un sorriso stupito e felice, con il presidente federale Gabriele Gravina al suo fianco, è la cartolina di inizio e fine di questa rassegna che ci issa su una vetta impensata quando ci leccavamo le ferite per la mancata qualificazione al Mondiale di Russia. E invece no, siamo i più bravi, anche se sembravamo a un certo punto cotti, spacciati, travolti dal vento vincente della nazionale di casa che non aveva (e non ha) ancora vinto un Europeo di calcio. Che è nostro, per la seconda volta, questa volta vinto in trasferta perché hai voglia a dire Europeo itinerante, abbiamo giocato una finale fuori casa sotto una montagna di fischi.

un mese d’oro

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Ma ora godiamoci questa immagine, godiamoci il nostro capo dello Stato che rappresenta mai come stavolta lo stato d’animo di un Paese. Era cominciata così all’Olimpico, sempre con Mattarella, un mese fa contro la Turchia il giorno dell’esordio, dell’Italia riaperta, dei 16mila che davano un’altra idea di Paese dopo tanta chiusura e sofferenza. Ed è finita così, questa volta con tutti gli spalti o quasi a tifare contro di noi, un rapporto di forza di nove contro uno, 58mila inglesi e settemila italiani. E il presidente del Consiglio Mario Draghi ha twittato: “Complimenti, l’Italia ha mostrato un gioco e uno spirito di squadra straordinari”.

colori

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Un po’ di azzurro compreso anche il colore della mascherina e della cravatta del capo dello Stato, tanto tantissimo bianco, quello della maglia dell’Inghilterra indossata orgogliosamente dal premier Boris Johnson. “It’s coming home”, ripeteva un Paese intero, sicuro di aver vinto prima ancora di scendere in campo. E invece la serata è nostra, la serata è dell’Italia, con tutti i grandi del calcio che ci applaudono e che forse hanno pure tifato più per noi che per loro in tribuna, da Boniek a Figo, da Rummenigge a Suker a Cambiasso.

matteo e william

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Ma c’è un italiano che forse è più felice di tutti in tribuna. E si chiama Matteo Berrettini. È uno sconfitto, ma che sconfitto con quelle tre ore e mezza giocate alla pari a Wimbledon con il numero uno al mondo: “Sono arrivato nel secondo tempo, forse ho portato fortuna!”. Si presenta con un sorriso che non ha nulla della maratona di poche ore prima, una fotografia con Gravina e via a tifare e a esultare. Ci sarà pure lui a fare festa oggi da Mattarella con tutta la squadra che si sposterà da Wembley al Quirinale e poi a Palazzo Chigi. La sua gioia è bellissima. Mentre è grande la delusione della famiglia reale rappresentata dal principe William, una sbornia di felicità al gol di Shaw e poi la doccia gelata (piovosa, vista la serata) del pareggio di Bonucci e della vittoria azzurra. Con David Beckham che non sorride più salutando il suo amico Tom Cruise alla fine.

Valentina

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È una serata azzurra, azzurra come la felicità di questa partita incredibile, nata storta e poi raddrizzata da quelle strane e improvvise strambate del calcio che ci portano in cima all’Europa. Sarà stata felice anche Federica Cappuccini, pure lei in tribuna, la ricercatrice che ha fatto parte, unica italiana, del percorso che ha portato al varo del vaccino AstraZeneca. Aveva detto “vorrei tifare Italia” e la Federcalcio l’ha accontentata. Ha tifato Italia anche Valentina Vezzali, che a Londra ha vissuto una incredibile rimonta olimpica che la portò al bronzo nel 2012 e che ora sente forse un brivido simile quando gli azzurri alzano la coppa: “Che orgoglio essere italiani, stasera e sempre. Grazie a questi ragazzi che ci hanno fatto piangere di gioia”, ha detto il Sottosegretario. E ora ecco la Coppa, che sembrava lontanissima e diventata poi sempre più vicina. Fino all’attimo magico e a questa notte che sarà sicuramente lunghissima ma con una certezza: la Coppa sta viaggiando verso Roma.

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