Maradona, il riposo del guerriero

ROMA – Il riposo (forzato) del guerriero. Uscito dalla clinica Olivos, Diego adesso deve osservare un periodo di riposo e di tranquillità per continuare la riabilitazione. Protetto e riservato perché anche in Argentina il Covid-19 non fa sconti a nessuno. Quando il medico Leopoldo Luque, una decina di giorni fa, annunciò che Diego Armando Maradona avrebbe subito un’operazione al cervello per l’asportazione ematoma subdurale causato probabilmente da un colpo ricevuto, aggiunse che era un intervento di routine e il Mondo poteva stare tranquillo. Lo stesso medico e amico di Diego aveva sottolineato anche che «il Pibe è un paziente difficile da gestire». L’operazione è andata bene e Diego adesso è a casa per la riabilitazione.

«ES DIFICIL SER MARADONA». Non è facile essere Maradona. Frase detta da Diego stesso e anche dal suo medico personale. Nulla è di routine per Diego che da sempre è un “frontman”, un Diez in prima linea e senza mai farsi mancare nessuna esagerazione. Nulla è di routine per Diego che ha visto più di una volta la Signora in nero arrivare e, per fortuna, andarsene perché disorientata da un dribbling celestiale. Nulla è di routine per chi ha camminato lunghi tratti della vita decisamente “my way” e con la scimmia sulla schiena. Oltre a interventi chirurgici di vario genere o vivendo lunghi periodi con quasi il doppio dei chili rispetto al suo peso-forma. È difficile essere Maradona a sessant’anni quando i miti di solito muoiono giovani. Eppure sono bastati pochi giorni di ricovero per togliere una parte del gonfiore dal viso e ridare ai suoi occhi dei bagliori magnetici. Straordinarie scariche di elettricità umana che per quasi sette lustri sono state capaci di incantare con la sfera il pianeta bello della Quarta Galassia.

TRANQUILLITA’ – Non è stato un intervento di routine. Lo ha svelato Matías Morla, avvocato di Diego. «È un miracolo che Diego sia vivo». Il problema dell’ematoma al cervello era noto da tempo e a settembre scorso Maradona aveva fatto degli accertamenti accurati ed era seguito da vari medici. Poi, finalmente la decisione finale di asportare la massa di sangue. Morla ha poi aggiunto: «Diego ha vissuto il momento più duro della sua vita, ma per fortuna è vivo. Adesso ha voglia di riabilitarsi anche da altri suoi problemi personali». Inutile fare la lista, “Diego tiene un hábito”, e quando non è una cosa, è un’altra. Di certo DAM ha bisogno di riposo ed è stato trasferito in una casa a Villanueva, nel tranquillo distretto Nordelta urbanizzato da una ventina di anni. Vicino alla nuova residenza del Diez abita anche la figlia Giannina. Naturalmente familiari e staff medico sperano che la casa di Diego sia lasciata in pace – auspici – ma tutti sanno che non sarà semplice. La riabilitazione di Maradona non sarà breve e «Diego non è un paziente facile da gestire». Anche stavolta c’è un altro inizio (l’ennesimo) di un nuovo step con un orizzonte differente tra problemi esistenziali e quelli con una famiglia allargata in vari continenti.

GIMNASIA. Maradona, assente giustificato, è sempre il Dt del Gimnasia ma in questo momento il suo lavoro di tecnico passa in secondo piano. Intanto, nel club le acque sono agitate: il presidente Gabriel Pellegrino ha annunciato che vuole passare la mano e non tornerà indietro nella decisione. 

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