Manchester United sulle montagne russe, per tornare grande spera in Ratcliffe

L’aria che tira per gli allenatori dei club iconici europei non è delle migliori. Dopo gli addii, che si consumeranno a fine stagione, di Klopp a Liverpool e di Xavi a Barcellona, i bookmakers quotano quanto riuscirà a resistere ancora Ten Hag sulla panchina del Manchester United. E’ un continuo rollercoaster per i Diavoli Rossi, che vengono dal tris al West Ham dopo l’ultmo infrasettimanale sul campo del Wolverhampton, vinto 4-3 al 97′ e sempre sul filo del rasoio tra gol facili e rimonte subite altrettanto semplici. In quella partita ci sono dentro tutti i controsensi della stagione targata Man Utd, fuori dall’Europa dopo l’ultimo posto nel girone di Champions League, settimo in campionato, ancora in corsa in FA Cup, ma anche lì senza grandi speranze di andare fino in fondo.

Con Ratcliffe si alza l’asticella delle ambizioni

Dopo il terzo posto al debutto, il secondo anno della gestione Ten Hag sta deludendo i tifosi della squadra che non vince la Premier dal 2013, lasso di tempo nel quale ha alzato un’Europa League, una Fa Cup, due Carabao e altrettanti Community Shield. La speranza per un futuro nuovamente glorioso si chiama Jim Ratcliffe, imprenditore chimico (Ineos, la sua azienda, terza più grande al mondo nel settore), l’uomo più ricco del Regno Unito (patrimonio 22.9 miliardi di dollari), fervente sostenitore della Brexit, che a dicembre ha acquisito il 25% del club, ma sottoscrivendo già un impegno contrattuale che lo porterà nel giro di massimo un paio d’anni ad essere in maggioranza. A Ratcliffe non piace il calcio di Ten Hag e anche se l’ex Ajax è sotto contratto fino al 2025, il Manchester United si sta guardando altrove per un grande nome, che aiuti a performare un club, che per tradizione e seguito di tifosi non può accontentarsi di vivacchiare. Con questo allenatore, lo United ha già collezionato più sconfitte interne di quante ne accumulò Ferguson nelle sue 21 stagioni in Premier League. Per un cambio in corsa era già stato contatto nelle scorse settimane Potter, ma si cerca qualcosa di meglio con cui ricominciare l’annata futura. Non è escluso che si provi il grande colpo: Zidane o De Zerbi. Ma c’è da risolvere anche la questione di un direttore sportivo, che manca e che va trovato in fretta, come architrave del progetto tecnico. 

Spogliatoio infuocato

Il recente “caso Rashford”, con l’attaccante assente nel match con il Newport Country di FA Cup, a causa ufficialmente di una indisponibilità fisica, ma in realtà fotografato in un bar di Belfast dove la barista ha dichiarato di averlo servito travandolo palesemente ubriaco, al punto da rovesciare banconote da una borsa contenente migliaia di sterline, ha creato ulteriore tensione. “Marcus – ha detto Erik Ten Hag – si è preso le responsabilità di quello che ha fatto, il caso è chiuso”. Classiche dichiarazioni di facciata per ricreare quella compattezza venuta meno ormai da troppo tempo anche nello spogliatoio. 

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