Manca il centravanti? La Roja punta su Ferran Torres

Senza Morata e Moreno, il c.t. Luis Enrique si affida all’attaccante del City, nel tridente con Oyarzabal e Sarabia

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci

6 ottobre – MADRID

“Scusa eh, ma chi ti dice che giochiamo senza un “9”? Magari giochiamo con due punte. Chi lo sa? Vedremo”. Il problema è sempre il solito, intendersi. Capirsi. “In lista ci sono e ci sono sempre stati 6-7 attaccanti. Stavolta non abbiamo un “9” classico perché Morata e Gerard Moreno sono infortunati, ma il nostro obiettivo è sempre stato lo stesso: arrivare al gol per vie diverse, anche molto diverse tra loro. Non arriviamo al gol con un solo giocatore, così come non difendiamo in quattro. Facciamo tutto in maniera congiunta, globale, e con l’Italia sarà la stessa storia: cercheremo di creare più occasioni dei rivali, e sono certo che ne creeremo, di tenere palla e di approfittare di ciò che costruiremo”.

Le alternative

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Luis Enrique non vuol sentir parlare di nueve, e ancor meno nelle declinazioni del ruolo da quiz, vero o falso nove. Con i due arieti più abituali, Morata e Moreno, infortunati così come la loro alternativa meno classica, Dani Olmo che tanti dolori di testa ci provocò nella semifinale dell’Europeo, Luis Enrique non ha ritenuto necessario chiamare centravanti puri come Rafa Mir del Siviglia o Raul de Tomas dell’Espanyol. Con Iago Aspas non ha feeling, per cui meglio battere altre strade. “Ferran Torres nel Manchester City spesso gioca come punto di riferimento offensivo, e Oyarzabal può coprire qualsiasi posizione d’attacco”, ha detto Luis Enrique la scorsa settimana presentando la squadra e commentando le sue scelte. Aveva già sottolineato la capacità e la necessità della sua squadra di arrivare al gol per vie differenti: “Noi giochiamo alla nostra maniera, indipendentemente dall’avversario e dalla formazione”.

Largo ai giovani?

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E allora sembra scontato pensare che Ferran Torres, 10 gol in appena 20 presenze in nazionale, e Oyarzabal occuperanno due delle tre posizioni offensive, e vedremo chi dei due si sistemerà in zona centrale. Il terzo del tridente dovrebbe essere Sarabia, uno che in Spagna è considerato poco o niente e che invece Lucho tiene in grande considerazione, fiducia ampiamente dimostrata (e ripagata, per sorpresa del pubblico spagnolo) durante l’Europeo. In alternativa c’è Fornals, che potrebbe però anche scalare un po’ più indietro e giocare al posto di Mikel Merino, con Koke e Busquets impegnati nel “doble pivote”. Altrimenti restano la gioventù di Yeremi Pino, 18 anni e tanto spazio già dallo scorso anno nel Villarreal, Bryan Gil, 20enne passato dall’Eibar al Tottenham dove sta giocando pochissimo, o il 17enne Gavi, l’ultimo gioiello della cantera del Barça, pochi spezzoni di partita alle spalle di una carriera che per Luis Enrique può arrivare alle 100 presenze in nazionale. Vedremo. Come direbbe Luis Enrique.

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