Malinovskyi e le ruggini in nazionale: “L’Ucraina? Un onore. Ma certe cose restino in spogliatoio”

Il centrocampista dell’Atalanta ha spiegato, in un lungo post su Instagram, l’abbandono del ritiro. Ora quale futuro con la rappresentativa?

Con una lunga riflessione affidata a Instagram, Ruslan Malinovskyi è intervenuto per spegnere le voci sulla sua esperienza con la maglia dell’Ucraina: “Ultimamente ci sono stati molti commenti sul mio atteggiamento nei confronti della nazionale e devo reagire”, esordisce il centrocampista dell’Atalanta. “È un grande onore per me far parte della squadra del mio Paese e vengo sempre in nazionale con grande voglia”.

la riflessione

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“Il numero di minuti e la mia posizione in campo – continua Malinovskyi – sono determinati dallo staff tecnico e io, da professionista, lo rispetto e lo accetto sempre. Per rispetto dei tifosi e dei compagni, non ho lasciato commenti dopo l’ultimo turno di qualificazione, per non danneggiare l’atmosfera in squadra e per non ostacolare il nuovo allenatore. Inoltre, è stato sorprendente per me che questioni che, a mio avviso, vengono risolte all’interno dello spogliatoio siano state portate alla discussione pubblica. Non posso avere alcuna lamentela contro il mister per la sua scelta di formazione o tattica”. Il riferimento? Probabilmente agli ultimi impegni con la nazionale (contro Kazakistan e Francia, terminati rispettivamente 2-2 e 1-1).

l’allenatore

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Malinovskyi ha fatto in seguito riferimento al nuovo allenatore della nazionale Ucraina Oleksandr Petrakov, subentrato a Shevchenko dopo Euro2020: “Durante l’ultimo ritiro, l’allenatore in conversazioni individuali con i giocatori ha detto a metà della squadra che non mi adatto al suo schema di gioco. Naturalmente, questa informazione mi è arrivata. Posso capire la sua posizione, ma non capisco perché dovrebbe essere discussa con i giocatori e non con me. Come ogni calciatore ambizioso, voglio giocare il più possibile e ovviamente sono arrabbiato se questo non accade, ma offendere l’allenatore che è responsabile del risultato non sarebbe professionale da parte mia. Pertanto, quando mi è stato chiesto se mi sono offeso, ho risposto: ‘No, decidi tu'”.

sulla partenza

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“Sono un giocatore abbastanza esperto e so come competere per il mio posto. Non ho chiesto scusa. Non ne avevo bisogno. Inoltre mi ha messo in una situazione imbarazzante. Sono solo una parte della squadra e non ho mai messo i miei interessi al di sopra di questa”. Il giocatore si è poi soffermato sulla partenza dal ritiro della nazionale, senza giocare l’amichevole con la Repubblica Ceca, terminata 1-1: “Dopo l’informazione che un folto gruppo di giocatori stava tornando nei club, ho chiesto se potevo andarmene. Al che ho ricevuto il permesso. Non è stata un’iniziativa, ho chiesto il permesso e ho ringraziato l’allenatore per avermelo concesso”. Malinovskyi ha poi chiuso: “Spero davvero che la discussione su questo argomento finisca presto e che tutte le questioni calcistiche vengano risolte esclusivamente all’interno della squadra”. Il tema desta interesse soprattutto in casa Atalanta. Il centrocampista, a questo punto, continuerà a essere parte della nazionale ucraina?

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