Maignan, Romagnoli e la super difesa del Milan alla prova Lazio

Solo un gol subito da quando è in rossonero per il portiere francese, la sfida del cuore per Ale: ora da fermare c’è la squadra con l’attacco record del campionato

La personalità non gli è mai mancata. Oggi come a 17 anni. Mike Maignan è quello che tenne testa a Ibra quand’era ancora un portierino delle giovanili del Psg, salito insieme ai grandi: “Sei un attaccante di mer…”, urlò. Zlatan scaglia siluri a cento all’ora e segna sempre, un continuo. “Sei un portiere di mer…”, gli dice. E “Magic Mike” alza la testa. “No, tu!”. Finirà bene. “A fine allenamento si congratulò. Aveva apprezzato la personalità”. Quindi non sarà un problema affrontare Immobile domenica, 4 gol in due partite, guizzo alla prima contro l’Empoli e tripletta allo Spezia. Tre volte capocannoniere e Scarpa d’Oro del 2020 con 36 reti.

Affidabile

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Maignan è il “re dei clean sheet” d’Europa. L’anno scorso ne ha confezionati 21 in 38 partite. Meglio di Oblak, Gigio, Courtois, Ederson, Edouard Mendy e tutti gli altri portieri dei primi cinque campionati. Ora c’è la Lazio, 9 gol in 2 gare con Sarri in panchina. Mai così tanti nella storia nelle prime giornate. Mike è pronto, forte del solo gol subìto in due presenze. Contro la Samp, all’esordio in Serie A, ha mantenuto la porta inviolata alla prima occasione. L’ultima volta era accaduto nel 2006 (Kalac).

Ottime premesse, e contro i biancocelesti avrà uno scudiero fedele a tenere la difesa: Alessio Romagnoli. Destino strano il suo, da capitano a riserva nel giro di una sessione. A gennaio 2021 arriva Tomori e il centrale di Anzio perde il posto. Il contratto è in scadenza, ma nonostante un futuro incerto Pioli l’ha confermato. Vuole avere 4 centrali di livello per tutte le competizioni, quindi Romagnoli rientra nel cerchio (Kalulu e Gabbia gli altri due). Il Milan, al momento, è la squadra che ha subìto meno tiri in porta – 5, come l’Inter – quindi Alessio dovrà proseguire sulla scia vincente di Tomori e Kjaer.

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Ale e la Lazio

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Per lui la Lazio è casa, tifo, amore, nonostante un passato nella Roma. Alessio ha debuttato con Zeman a 17 anni nel 2012, poi ha segnato il primo gol in A alla seconda presenza in assoluto (Genoa), dopo l’esordio dal 1’ con il Milan all’Olimpico. Scoperto da Attilio Olivieri in un campetto in terra di Anzio, dieci anni nelle giovanili giallorosse con Bruno Conti come protettore, Romagnoli ha sempre tifato Lazio. Nel 2018, in una fredda notte di febbraio, realizzò il rigore decisivo che buttò fuori i “suoi” biancocelesti dalla Coppa Italia.

Sul prato dell’Olimpico scese anche un filo di neve. Ale era il leader del Milan di Gattuso, trascinò i rossoneri in finale con un penalty sotto la Nord. I suoi tifosi. “Scelsi di non esultare per via della mia fede”. Nascosta a Roma quand’era un ragazzino, manifestata a più riprese da quando gioca al Milan, 222 partite e 9 gol dal 2015, tra cui due all’ultimo minuto contro Genoa e Udinese. “I più belli”. Ora c’è ancora la Lazio.

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