Maignan, le norme sportive contro il razzismo durante e dopo il match: cosa rischia l’Udinese

Al Bluenergy Stadium la procedura è stata seguita correttamente. Adesso sarà il Giudice Sportivo a decidere se punire subito i tifosi o chiede un ampliamento di indagine alla Procura federale

Elisabetta Esposito

21 gennaio 2024 (modifica alle 16:52) – roma

“Parlare non serve più a niente, devono esserci sanzioni forti. Oggi un intero sistema deve assumersi le proprie responsabilità. Gli autori di questi atti, gli spettatori che erano in tribuna che hanno visto tutto, l’Udinese che ha parlato solo di interruzione della partita, le autorità e la Procura, con tutto quello che sta succedendo, se non fai nulla, sarai complice anche tu”. Parole forti quelle di Mike Maignan, che ora si aspetta una punizione esemplare per chi durante la sfida contro il Milan lo ha riempito di insulti. Il presidente federale Gabriele Gravina ha preso posizione già ieri sera: “Nel calcio non c’è posto per il razzismo, siamo solidali con Maignan e condanniamo duramente quanto accaduto a Udine. Bene ha fatto l’arbitro a sospendere la gara, non si deve giocare per forza quando accadono questi comportamenti vergognosi”.

in campo

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La procedura – che è tra l’altro una delle più rigide d’Europa – finora è stata seguita alla lettera. L’art. 62 delle Noif, modificato e reso più severo nel febbraio del 2019 su proposta di Gravina, prevede l’interruzione temporanea della gara ad opera dell’arbitro e dispone che l’annuncio al pubblico venga dato a gioco fermo (con i giocatori al centro del campo); la possibilità che il responsabile dell’ordine pubblico designato dal Ministero dell’Interno (o in sua assenza dall’arbitro, ma in Serie A ovviamente non accade), possano sospendere la gara e nel caso di prolungamento di questa, “in considerazione delle condizioni climatiche ed ambientali”, l’arbitro possa insindacabilmente ordinare alle squadre di rientrare negli spogliatoi. Si legge poi al comma 14, “il non inizio, l’interruzione temporanea e la sospensione della gara non potranno prolungarsi oltre i 45 minuti, trascorsi i quali l’arbitro dichiarerà chiusa la gara, riferendo nel proprio rapporto i fatti verificatisi, e gli Organi di Giustizia Sportiva adotteranno le sanzioni previste”. A Udine la procedura è stata dunque seguita in modo corretto, due annunci a distanza di pochissimi minuti e poi sospensione, alla ripresa della quale non ci sono stati più episodi di discriminazione. In particolare Maignan si lamenta con l’arbitro di essere vittima di insulti razzisti, Maresca gli promette che se si fossero ripetuti episodi simili avrebbe sospeso la partita e fa fare l’annuncio; quando questo accade il portiere rossonero fa capire al direttore di gara cosa fosse accaduto e si incammina verso gli spogliatoi; dopo un confronto con il responsabile dell’ordine pubblico il match viene sospeso. 

giudice sportivo o procura figc

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Adesso a decidere sarà il Giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, che avrà in mano il referto arbitrale e il rapporto degli ispettori della Procura: martedì sapremo se deciderà di sanzionare club e tifoseria chiudendo la Curva dell’Udinese (da verificare per quante giornate) o se – vista pure la portata del caso – chiederà un ampliamento di indagine alla Procura federale. A quel punto sarà il procuratore capo Chinè ad acquisire testimonianze e immagini per definire poi la sanzione secondo quanto previsto dall’art. 28 (Comportamenti discriminatori) del Codice di giustizia sportiva, tenendo conto anche delle possibili esimenti e attenuanti previste dall’art. 29 nei confronti della società. In questo senso l’Udinese, che ha da tempo avviato programmi contro ogni forma di discriminazione, ha già fatto sapere che collaborerà con le autorità. L’art. 28, in base alla gravità degli episodi, prevede sanzioni che vanno dalla chiusura di uno o più settori per una o più gare, la sconfitta a tavolino, le porte chiuse per una o più giornate, la squalifica del campo fino a un massimo di due anni, ma pure penalizzazioni di punti, esclusione dal campionato e non ammissione ad altre competizioni. In questo caso ci si potrebbe orientare su una delle prime tre sanzioni. Se poi i singoli responsabili degli insulti verranno individuati e daspati, potrebbe non essere più necessario punire l’intero settore.

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