Magia di Brekalo e super Berisha. Un bel Toro prende tre punti a Verona

Partita combattuta e vinta con merito dalla squadra di Juric, che dopo la rete del croato ha avuto altre occasioni per raddoppiare (anche un palo di Pellegri). Hellas ancora k.o. al Bentegodi

Dal nostro inviato Mario Pagliara

14 maggio – VERONA

È dolcissimo il sabato sera veronese del Toro. Una magia di Brekalo permette ai granata di tagliare il traguardo dei cinquanta punti in casa dell’Hellas. In un colpo solo, il Toro puntella il decimo posto (quinto risultato utile di file in trasferta) e mette nel mirino la nona piazza occupata proprio dal Verona, distante adesso solo due lunghezze. E’ stata una partita maschia, dura, con due granata (Vojvoda e Izzo) usciti per infortuni, ma anche vibrante con il palo di Pellegri e almeno due super interventi di Berisha. Oltre all’organizzazione, il Toro esce vittorioso uno a zero da un Bentegodi caldissimo perché ci ha messo soprattutto il cuore contro un Verona energico. Juric può festeggiare anche il suo record di punti in carriera da allenatore: ha battuto il precedente primato a 49 in Serie A, raggiunto nel suo primo anno a Verona.

SETTIMA MERAVIGLIA

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Chi si aspettava una partita ricca di emozioni, non è certo rimasto deluso. Il Verona ci mette agonismo e cattiveria, un Toro attento ed energico risponde colpo su colpo. Nel primo tempo è la squadra dell’ex Juric (per lui più applausi che fischi dal vecchio pubblico) a mettere una ruota avanti grazie a un gioiello firmato dopo diciannove minuti da Brekalo: il croato raccoglie l’invito interessante di Vojvoda, poi lo show è tutto suo. Si beve Depaoli e mette una splendida palla col destro all’incrocio: è la settima prodezza in campionato per Brekalo che eguaglia il suo primato di gol in carriera della scorsa stagione al Wolfsburg in Bundesliga. La partita è bella intensa, l’Hellas la mette spesso sul piano fisico e rapidamente si alzano i toni dei tanti (e attesi) corpo a corpo a tutto campo. L’undici di Tudor non ci sta e Berisha presto diventa protagonista: mura Lasagna (17’, sullo 0-0), poi si oppone in sequenza a Tameze (35’), Lazevic (36’) e firma la parata più bella sul siluro di Lazovic allo scadere (44’). Un minuto prima il Toro con un colpo di testa di Izzo aveva sprecato l’occasione del raddoppio.

SALOON

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Quando si riparte, Belotti lancia il primo squillo della sua partita: raccoglie di testa un calcio di punizione di Brekalo, incornandola con la giusta potenza. Ma sulla sua strada si trova un Montipò puntuale. Izzo viene travolto in area da Lasagna: l’arbitro e il Var non assegnano il rigore. A questo punto è ormai una partita che in altri tempi si sarebbe definita maschia, il Verona non ci sta e alza ulteriormente la ferocia dei contatti a tutto campo. Al decimo l’Hellas replica con un colpo di testa di Casale, alto sulla traversa. Per venticinque minuti è un filotto senza soluzione di continuità di botte, colpi duri, Izzo che combatte come un leone. Diventa un saloon: ne fanno le spese Vojvoda e Izzo, usciti per infortunio. Al 33’ pregevole spunto personale del neo entrato Pellegri concluso con un tiro da fuori area stampatosi sul palo.

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