L’ultimo saluto a Galeazzi: da Lotito a Mentana, tutti in Campidoglio per lui

Conoscenti, amici, semplici appassionati di sport: tutti accorsi alla sala della Protomoteca in Campidoglio, che ospita la camera ardente

Dopo tanta pioggia, a Roma è arrivato il sole. Il miglior modo per la città di andare a salutare per l’ultima volta Giampiero Galeazzi, voce rivoluzionaria dello sport, amatissimo da tutti, in particolare dai suoi concittadini che hanno sempre ammirato il suo modo mai banale di rappresentare la romanità. Per questo il Comune ha voluto ospitare la camera ardente del grande giornalista nella sala della Protomoteca in Campidoglio.

Numero 9

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Qui gente comune che aveva imparato a sentirlo vicino, colleghi giornalisti e mondo dello sport sono arrivati per sentirlo ancora vicino e mostrare alla famiglia (ci sono i figli Gianluca e Susanna, non la moglie Laura) quanto gli abbiano voluto bene. Perché è l’affetto il sentimento che più si percepisce in questa lussuosa sala tra busti, arazzi e giganteschi quadri di cavalieri. Tra tanti fiori, la bara in legno chiaro con un cuscino di rose rosa su cui è stata posta la maglia della sua Lazio, con il nome Galeazzi e il numero nove. Ci sono anche le sue foto, una della sua ultima apparizione televisiva da Mara Venier, l’altra mentre da giovanissimo rema sul suo Tevere. Poi lo stendardo della Lazio e il gonfalone del Circolo Canottieri Roma, accanto a cui è stato appoggiato un meraviglioso remo d’epoca.

Da Gualtieri a Lotito

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Passano in tanti, amici (uno arrivato per lui dalla Germania), conoscenti o semplici appassionati di sport. Passa il sindaco Roberto Gualtieri, passa Enrico Mentana, si ferma a lungo il presidente biancoceleste Claudio Lotito: “La presenza della Lazio oggi era un atto dovuto e meritato. Giampiero era un uomo autentico, scevro da compromessi, uno che ha sempre interpretato il giornalismo come servizio per gli altri, rendendo vive le passioni sportive. Era un tipo diretto come me, il nostro era un rapporto di amicizia, affetto e rispetto, più che da presidente e giornalista. Non era mai sopra le righe, mai invadente, quando doveva dirmi qualcosa sulla Lazio iniziava sempre con ‘se posso permettermi…’. Era un laziale particolare, troveremo modo di ricordarlo nella prossima partita e far sì che questa persona autenticamente vera non venga dimenticata”. Probabilmente la squadra scenderà in campo con il lutto al braccio. Accanto ai familiari, per ore, è stato presente Tommaso Rocchi, l’ex attaccante oggi allenatore dell’under 18 biancoceleste: “Ricordiamo Giampiero come un grande sportivo e grande giornalista. Era una persona splendida, sempre sorridente, lo porteremo nel cuore”. In serata un altro ex bomber della Lazio e non solo, Bruno Giordano, è arrivato in Campidoglio per l’ultimo saluto a Galeazzi: “Era un amico, ho un ricordo straordinario del professionista che è stato. Da grande sportivo quale pè stato riusciva a capire perfettamente lo stato d’animo dell’atleta e sapeva fare un passo indietro, come quando diede il microfono a Diego il giorno dello scudetto del Napoli. Lascerà un ricordo indelebile nel mondo del giornalismo. Con le sue telecronache ha portato Roma in alto, essere qui era il minimo”.

Gli amici del canottaggio

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Non è mancato neanche il Canottieri Roma. Bruno Mascarenhas, bronzo del canottaggio a Atene 2004 e oggi direttore tecnico del circolo, ha appoggiato una canottiera con la scritta “con noi per sempre” sulle rose, vicino alla maglia della Lazio: “Era uno di noi, eravamo tutti amici. La sua ultima telecronaca del canottaggio è stato il mio bronzo, lo volete rivedere?”.

L’iniziativa del comune

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In tanti mostrano scatti con “Bisteccone”, un generoso che si è sempre donato agli altri, campioni olimpici o passanti che fossero. Anche per questo Roma lo ha voluto ricordare qui oggi: “Galeazzi amava Roma e Roma lo amava – dice l’assessore allo Sport Alessandro Onorato -, siamo onorati per la giornata di oggi. Nei prossimi giorni studieremo con la famiglia e il mondo dello sport il modo migliore per ricordarlo”. L’idea è quella di andare oltre l’intitolazione di una via, con un progetto che possa restare e celebrare il suo lavoro.

Sportivi e colleghi

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Molti gli atleti, da una rappresentanza delle Fiamme Gialle (presenti Alessio Sartori, Simone Venier, Romano Battisti e Andrea Facchin, tutti medagliati olimpici) all’ex campione del mondo della spada Stefano Pantano (“Trattava tutti nello stesso modo, dal giovane calciatore all’avvocato Agnelli”). E poi un fiume di colleghi della Rai, a partire dall’a.d. Carlo Fuortes al direttore di RaiSport Auro Bulbarelli, dagli storici giornalisti Enrico Varriale, Ivana Vaccari, Jacopo Volpi e Donatella Scarnati al conduttore di 90° Minuto Marco Lollobrigida: “Ci lascia il più grande di tutti”.

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