Lulic, saluto amaro: “Non ho avuto la chance di continuare con la Lazio, ma grazie lo stesso”

I biancocelesti hanno deciso di non rinnovargli il contratto. Il bosniaco vorrebbe restare in Italia. Suoi i gol decisivi nel derby in finale Coppa Italia 2013 e alla Juve nella Supercoppa 2019

È comunque una storia infinita. Anche se ora le condizioni sono cambiate. Dopo 10 anni Senad Lulic lascia la Lazio. Lo fa da svincolato, lo fa perché la società ha (legittimamente) deciso di non rinnovargli il contratto e di andare avanti senza di lui. “Dopo tanti successi, e indimenticabili ricordi, lascerò la Lazio perché non ho avuto la possibilità di continuare a giocare e lottare insieme a voi”, ha scritto il bosniaco sui social. Lui, dopo Nesta, il capitano ad aver alzato al cielo più trofei nella storia del club biancoceleste.

leggenda

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Lulic è diventato leggenda il 26 maggio 2013, quando, in finale di Coppa Italia contro la Roma, ha segnato il gol che ha assegnato l’unico trofeo che le due squadre capitoline si sono mai contese direttamente. Per questo a quella coppa i tifosi tengono particolarmente. E, di conseguenza, tengono a Lulic, da quel giorno soprannominato “il boia del 26 maggio” o, più semplicemente, “eroe” (anche Radu lo chiama così). Senad però non è solo quel derby: ha segnato infatti il gol decisivo anche nella finale di Supercoppa vinta contro la Juventus nel 2019. In tutta la storia del club biancoceleste solo Nedved ha segnato in più finali rispetto a Lulic (3 a 2). “Cari laziali, è arrivato il momento di salutarci, di dirci arrivederci dopo 10 bellissimi anni e 371 presenze vissute con l’aquila sul petto, con tutto me stesso”, ha scritto il capitano.

futuro

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“Non tutti i sogni sono senza fine e non tutti i sogni dipendono solo dai nostri desideri – ha continuato Lulic –. Le speranze e le volontà, a volte, da sole non bastano… Eternamente vostro, Senad”. Anche sua moglie, Sandra, ha mandato un messaggio ai tifosi: “Rimarrete sempre nel nostro cuore popolo biancoceleste”. Attualmente Lulic si trova in Svizzera insieme alla famiglia, ma il suo desiderio è quello di continuare a giocare in Italia. Si sente bene, si sente in grado di farlo, e vuole togliersi ancora diverse soddisfazioni nel calcio che conta. È in attesa di proposte che lo convincano. Poi, in futuro, spera di entrare nella Lazio da dirigente. Perché sa che per quel che ha dato in 10 anni la sua, con la Lazio e i suoi tifosi, resterà una storia infinita. Anche se attualmente le condizioni sono cambiate.

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