Lukaku-Chelsea, rischio rottura. Il futuro di Big Rom è un rebus

La suggestione Inter resterà tale per diversi motivi. Ma se il belga oggi non ricompone con i Blues, a giugno potrebbe riabbracciare Conte e innescare un valzer di punte

Il giorno della resa dei conti. Oggi Chelsea e Lukaku si guarderanno negli occhi e capiranno se ci sono i margini per andare avanti insieme dopo l’intervista strappo rilasciata qualche settimana fa a Sky ma deflagrata a fine 2021, come un botto di Capodanno. Il club farà un bello “shampoo” a Romelu (con eventuale multa se avesse violato regolamenti interni), ma dovrebbe anche chiedersi – in un’epoca in cui ogni sospiro viene filtrato e controllato dalle società – come abbia potuto perdersi una chiacchierata che sta mettendo in imbarazzo tutti.

Troppo pesante

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Il fastidio del Chelsea è filtrato immediatamente, attraverso le parole di Tuchel e la conseguente esclusione per il delicatissimo match contro il Liverpool. Lo stesso allenatore ha spiegato di avere già parlato due volte con l’attaccante e di averlo lasciato fuori dalla lista dei convocati per non minare serenità e concentrazione del gruppo “dopo un episodio troppo grande”. Detto che Lukaku aveva parlato con Sky quando era ancora infortunato, prima cioé di rientrare, giocare da titolare e segnare, se anche arrivassero le scuse il rapporto con la dirigenza e l’allenatore resta teso. Ma visto che Big Rom cinque mesi fa è stato pagato 115 milioni di euro – che hanno salvato l’Inter, non va dimenticato – e ne prende più di 12 a stagione di ingaggio, il club ha l’obbligo di gestire il patrimonio. Tanto che Tuchel ha aggiunto: “Lukaku rimarrà un nostro giocatore. Noi proteggeremo sempre i nostri giocatori; quando prendiamo decisioni come queste, dobbiamo valutare la situazione senza ascoltare i media o farci prendere dalla pressione. Però, vogliamo capire cosa ha detto e perché lo ha detto. Questo è l’obiettivo dell’incontro di domani (oggi, ndr.). A partire da questo, prenderemo delle decisioni; se penseremo che sarà pronto a giocare mercoledì contro il Tottenham, allora giocherà”.

Conte nel destino

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Eh sì, perché il fato vuole che il prossimo avversario di Lukaku e del Chelsea siano proprio gli Spurs di Antonio Conte, nella semifinale di Coppa di Lega. Lo sfogo del belga infatti ha portato molti a pensare che, più che un segnale all’Inter, si trattasse di un messaggio al tecnico che tanto lo stima e tanto lo ha fatto crescere nei due anni a Milano. Se un ritorno in nerazzurro resta una suggestione di inizio anno con sprazzi di paraculismo pure mal riuscito – negare che l’addio fosse legato ai soldi e parlare di mancato rinnovo con un contratto che scadeva tre anni dopo a 8,5 milioni a stagione è un autogol clamoroso -, immaginare Lukaku al Tottenham dalla prossima estate è meno folle. Conte ha dribblato la questione (“Provo affetto per Romelu, ma non parlo di giocatori di altre squadre”) ma probabilmente libererebbe Kane per arrivare all’uomo perfetto per il suo gioco fatto di sportellate. Un eventuale valzer che – a meno che i due club non si scambino i bomber, che in fondo sono coetanei – potrebbe innescare un effetto domino nell’Europa che conta.

No, grazie

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La certezza è che difficilmente Lukaku si muoverà a gennaio, che l’Inter sta bene com’è e che – al netto di altri discorsi ambientali e morali – non potrebbe permettersi di pagarlo 6 milioni per pochi mesi, nemmeno se il Chelsea impazzisse e concedesse il prestito gratuito. Anche a convincere quella parte della piazza (Curva in primis) che non ha perdonato la sua scelta estiva, inserire Lukaku in uno spogliatoio che sta girando alla grande sarebbe pericolosissimo. Senza dimenticare la collocazione tecnico tattica. Se prendi Lukaku devi farlo giocare, ma al posto di chi? E come si sposerebbero le sue fiammate in un contesto passato al baricentro alto, al fraseggio e all’occupazione degli spazi da parte di tutti?

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