Lukaku, che succede? Big Rom chiede aiuto alla Roma

Tredici gol siglati nel suo 2023 a tinte giallo e rosse, soltanto cinque invece quelli nel nuovo anno tra tutte le competizioni. Il paradosso è che se la Roma dopo il cambio in panchina ha avuto un exploit tra campionato ed Europa League, Big Rom invece non è riuscito a migliorare la sua vena realizzativa. Anzi. Quattro i gol segnati sotto la nuova gestione De Rossi, due in coppa e altrettanti in campionato in tredici partite. Chiaro, non che sia colpa di DDR se Romelu sta trovando poco la porta e ancor meno le esultanze, ma di certo è stato fin qui uno dei pochi aspetti in cui non è riuscito a dare la scossa. Il tecnico ci sta lavorando su, anche perché se la sua Roma è riuscita a perdere soltanto una delle dieci partite di campionato e a segnare ventitré reti con solo due del belga, figuriamoci cosa potrebbe diventare con un suo maggiore supporto. Soprattutto in questo ciclo incandescente di match tra Serie A ed Europa League.

Lukaku, il lavoro prezioso del belga

Lukaku contro il Lecce ha tirato soltanto una volta, e neanche nello specchio. Una partita flop? In parte sì, ma in altra buona parte invece quel suo solito sostegno alla squadra. Quindi le tante sponde, i duelli aerei per far alzare i suoi e farli avanzare, il consueto lavoro sporco per aprire i varchi e favorire gli inserimenti dei suoi compagni di squadra. Poi a Lecce Big Rom ha giocato non con i soliti noti, quindi Dybala ed El Shaarawy, ma con due ragazzi – Zalewski e Baldanzi – con cui il feeling è ancora da trovare e che hanno duettato poco con lui. Insomma, se Lukaku non segna comunque non sparisce dalla partita ma aiuta la squadra con un altro tipo di lavoro. Che si nota di meno ma che è comunque tanto efficace.

Lukaku, le mosse di De Rossi

Tanto lavoro quindi per il gruppo, ma adesso Lukaku ha bisogno di segnare. Anche per evitare di immalinconirsi. Il gol, la linfa vitale del centravanti: De Rossi sta lavorando per cercare nuove soluzioni adatte al gioco di Big Rom. Che fatica a trovare spunti offensivi con la Roma, ma che invece con il Belgio mette in mostra tutto il suo repertorio. Più di una volta il tecnico si è soffermato sul poco lavoro in aiuto dell’ex Inter, tra le poche palle dirette per lui, i cross non certo precisi in area (per questo con la Fiorentina ha provato anche a mettere Angeliño a destra) e il poco lavoro per portare via uno dei due difensori centrali che puntualmente marcano a uomo il trentenne. Una delle indicazioni proprio per il derby: dare più spazio a Romelu per provare gli uno contro uno, per concedergli maggiore libertà di movimento e provare qualche tiro in più verso la porta. Da quando è alla Roma ha una media di 2,2 tiri a partita con 18 gol: una rete ogni quattro conclusioni. E allora il grande obiettivo di DDR è di farlo scatenare: a quel punto la sua Roma potrebbe davvero volare.


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