L’Uefa celebra Smalling: “Solido come una roccia”. E lui prenota il futuro: “Se Mou mi vuole io ci sono”

Il difensore inglese conquista il premio di “Player of the match” e si gode la coppa: “Avevo vinto l’Europa League con il Manchester United ma questo per me è il titolo più passionale”

Dal nostro inviato Sebastiano Vernazza

26 maggio – Tirana (Albania)

L’Uefa lo ha nominato “Player of the match” e la motivazione del premio, assegnato da un gruppo di allenatori della federazione europea, è lusinghiera: “Chris Smalling ha fornito una grande prestazione difensiva. Ha vinto tutti i suoi duelli individuali ed è stato solido come una roccia nel cuore della difesa della Roma”. Zaniolo ha segnato il gol partita, Rui Patricio ha firmato un paio di interventi strepitosi, José Mourinho ha rinverdito la sua fama di stregone con il suo quinto “euro-titulo”, ma se la Roma ha alzato la Conference League al cielo di Tirana buona parte del merito va attribuita al difensore centrale inglese.

Protagonista

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Smalling è stato superlativo nel momento più difficile, all’inizio della ripresa, quando il Feyenoord ha stretto d’assedio la Roma, l’ha rinchiusa nella sua area e l’ha presa a pallonate. Cross, tiri, tentativi vari, e alla fine spuntava sempre la testa o un piede di Smalling, esemplare nell’interpretazione del ruolo di difensore centrale. Usciva sempre con i tempi giusti, “accompagnava” gli attaccanti esterni sul fondo, marcava senza commettere mai fallo e, cosa più importante, senza mai trasmettere l’impressione di essere falloso. Decisione e pulizia di movimenti. La curva del Feyenoord, alle spalle della porta romanista, ne ha riconosciuto la grandezza e non l’ha provocato né insultato, un omaggio alla bravura. Dessers, il temuto centravanti belga-nigeriano della squadra olandese, non è mai stato pericoloso. Smalling, con la collaborazione di Mancini e Ibanez, gli ha impedito di girarsi e di calciare. A un certo punto della serata sulla faccia di Dessers sembrava di leggere un senso di frustrazione. Dessers ha chiuso da capocannoniere della manifestazione, con 10 gol, un gradino sopra Abraham, ma è uscito ridimensionato dalla nottata, l’inglese lo ha oscurato. John Terry, ex capitano del Chelsea e difensore centrale di grande spessore, gli ha dedicato un tweet definitivo: “Smalling è stato immenso”.

Parole

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Nella notte di Tirana, Smalling è raggiante: “Avevo vinto l’Europa League con il Manchester United (e sempre con Mourinho in panchina, ndr), ma questo per me è il titolo più “passionale” che abbia mai conquistato. E poi l’ultimo trofeo è sempre il più importante. Sapevamo di “dover” vincere per i nostri tifosi, che non sono mai mancati e che sono i migliori al mondo. Questa vittoria è per loro”. Il futuro: “Ho ancora un anno di contratto con la Roma, se il mister mi vuole, io ci sono”. Una lieve critica: “Come squadra nella ripresa ci siamo abbassati troppo. Abbiamo sofferto, ma tutti hanno lottato e offerto il massimo di se stessi”. Un pensiero alle tribolazioni passate: “L’anno scorso ho avuto problemi a un ginocchio e qualche fastidio l’ho avvertito anche in questa stagione. Adesso ho recuperato e sono di nuovo me stesso”.

Nazionale

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La sua super prestazione ha fatto rumore in Inghilterra, dove molti si chiedono perché il c.t. Gareth Southgate non convochi più in nazionale il romanista. Smalling ha giocato l’ultima partita in maglia bianca il 10 giugno 2017 contro la Scozia, gara valida per le qualificazioni mondiali. A seguire il nulla. Non è stato chiamato neppure per l’incombente giro di Nations League e a Londra e dintorni si chiedono se l’Inghilterra possa permettersi di escludere dal Mondiale in Qatar un giocatore così forte ed esperto. Lui, Chris, non ci spera troppo: “Non chiuderò mai la porta della nazionale inglese, ma in questo momento non entro nei piani di Southgate”. Secco e deciso, come sul campo di Tirana. A 33 anni ancora da compiere Snmalling si è ritagliato uno spazio nella cerchia dei più forti difensori europei e forse del mondo.

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