Lotito va a Formello e carica la Lazio

ROMA – Lotito al raddoppio. Sabato aveva visto la Primavera, ieri era di nuovo a Formello per seguire il primo allenamento di preparazione verso il posticipo con il Milan, domani all’Olimpico. Il senatore approfitta del week-end, sgombro da impegni istituzionali, per mettere gli occhi sulla Lazio. E’ transitato nello spogliatoio, ha salutato i giocatori, si è fermato a parlare con Sarri. Un breve incontro, non un sermone alla squadra, come era successo dopo Lecce, quando aveva cercato di trasferire il concetto di responsabilità e gli obiettivi (ambiziosi) da inseguire dentro una stagione in cui può ancora succedere di tutto. Certo ha fatto sentire la sua presenza. Qualcosa ha detto. Non intende concedere alibi, un minimo di pressione (guardando la classifica) l’ha esercitata attraverso i fatti e la necessità di crederci o almeno di provarci, anche se la corsa comprende Roma e Atalanta. Ecco cosa trapela da Formello.

Orizzonte

Sembra un paradosso, ma non può essere considerato tale. La settimana dello scambio di battute tra Sarri e Tare a proposito del miracolo Champions, diventato motivo di polemica al Mapei e oggetto di comunicato societario, si chiude con il meno 15 alla Juve imposto dalla Corte d’Appello e l’occasione (in chiave Lazio) per dare un altro senso alla stagione, ripresa a gennaio tra qualche incertezza: il ko di Lecce, altri due punti persi in casa con l’Empoli. Sarri s’è ritrovato a tavolino di nuovo al quarto posto e domani, se riuscirà a battere il Milan, riaprirebbe davvero il campionato di testa, portandosi a un solo punto dai rossoneri e tenendo il passo della Roma. Si chiude un girone d’andata in cui la squadra di Sarri ha vinto 10 partite, ne ha pareggiate 4 e ne ha perse altrettante, viaggiando anche al terzo posto e scontando le ripetute assenze di Immobile, unico centravanti in organico.

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Palleggio

Mau trova un Milan ferito, fragile, senza le stesse certezze della passata stagione o persino di tre mesi fa. Il tonfo a Riyad in Supercoppa viene dopo l’eliminazione in Coppa Italia a opera del Torino, il doppio pareggio con identico risultato (2-2) di fronte a Lecce e Roma, le amichevoli senza lo spirito giusto che avevano fatto imbufalire Pioli a dicembre. Di solito non ci sono vie di mezzo. Dentro la tempesta, ci si rialza o si affonda. Non sarà facile mettere sotto i rossoneri. Anzi, la serie ripetuta di sconfitte deve mettere in guardia Felipe Anderson, di fronte al suo vecchio maestro, Luis Alberto e Milinkovic. Sarri sta trovando le risposte giuste dal brasiliano, soluzione più convincente in assenza di Immobile. Ha recuperato il Mago, sta aspettando che lieviti la forma del gioiello serbo, rientrato dal Mondiale con una caviglia malconcia e motivazioni non altissime. Si deve ricaricare. Quei tre, unitamente a Zaccagni e Pedro, orienteranno la partita della Lazio. Non ci sono dubbi sul fatto che Sarri insisterà sul centrocampo di palleggio e non rinuncerà a Luis Alberto, che non aveva mai dato certi segnali di disponibilità al sacrificio nella fase difensiva. Vecino ha perso posizioni, Basic e Marcos Antonio non sono allo stesso livello dei titolarissimi. Partiranno lo spagnolo e Milinkovic accanto a Cataldi, come hanno indicato anche le prove tattiche di ieri pomeriggio a Formello.

Solidità

Non sono previsti ballottaggi in difesa. Sarri ha recuperato Gila (ieri di nuovo in campo) e ha apprezzato il rientro positivo di Patric in Coppa Italia, ma davanti al Milan punterà sulla coppia formata da Casale e Romagnoli, ex capitano rossonero e campione d’Italia uscente, al primo incrocio con i suoi vecchi compagni. Dieci partite su diciotto senza prendere gol. Provedel tornerà tra i pali, Lazzari e Marusic presidieranno le corsie esterne. Fondamentale il lavoro dell’ex laterale della Spal: dovrà provare ad attaccare Leao, non solo riuscire a limitarlo. Non è in forma, però…

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