Lotito celebra la Lazio dello scudetto: “Speriamo di ripetere la loro Storia”

ROMA – Sono loro, per sempre giovani. I volti dei padri, di Maestrelli, Wilson, Pulici, Re Cecconi, Frustalupi e D’Amico, nei volti dei figli. L’effetto visivo è prodotto da un’allucinazione dentro l’Auditorium “Morricone”, è una fusione emotiva. Incarnano tutto ciò che si ama della Lazio, tengono i fili di racconti mitici. Non ha mai finito di far vivere quello che ha fatto vivere la banda del ’74. La gioia di discendere dai Campionissimi è nella narrazione di Massimo Maestrelli, anima magnifica come papà: «Lo voleva anche la Roma. Ma gli piaceva l’idea di partire dalla B con la Lazio e portarla in alto. Trovò, e questo lo dico a chi indossa oggi questa maglia, ciò che lui cercava. Nessun’altra squadra poteva darglielo». Le pareti musicali dell’Auditorium, il più grande luogo di spettacolo d’Europa diventato scrigno di lazialità, hanno vibrato ad ogni rievocazione della più travolgente delle vittorie. Suonava la voce degli eroi ancora tra noi e dei figli d’arte. Guido De Angelis, cantore della serata “Diario di un sogno”, li ha intervistati sul palco della Sala Sinopoli. Si è partiti dal campionato 1972-73, un inizio dello scudetto ’74. La forza pura nelle parole di Gigi Martini: «Eravamo forti l’anno prima, quell’anno e lo saremmo stati dopo. Ma venne a mancare Maestrelli». Gigi è uomo da romanzo: «Oggi abbiamo rifatto la Banda. Una delle cose che rende la vita speciale è essere laziali». E’ stato bello lasciarsi raccontare la storia del sentimento laziale. Garlaschelli e il gol all’Inter: «Se era contento Chinaglia quando segnavo? Insomma (risata, ndr)». Massimo Maestrelli ha svelato una promessa fatta da Tommaso dopo lo scudetto svanito nel ’73: «Era il compleanno mio e di Maurizio. Ci dava il bacio della buonanotte, ci disse “lo scudetto l’anno prossimo”». D’Amico jr ha ricordato papà Vincenzo: «Piangeva per la Lazio». Nicolò Frustalupi, figlio di Mario: «I racconti mi emozionano». Oddi ha celebrato Frusta come «il più forte». Nanni commosso: «Lo scudetto per ricambiare il vostro amore». Stefano Re Cecconi, solo un grazie: «Io mai solo». James Wilson ha chiesto un tributo agli eroi scomparsi, l’Auditorium in piedi. Per giorni ha ospitato la mostra “Meravigliosa”. In 7 tappe 30.000 visitatori.

Le parole del presidente Lotito

In platea la Lazio di oggi, sul palco capitan Ciro, alle sue spalle la foto di Chinaglia: «Il laziale mi ama e io amo i laziali». Tutti in piedi. Lotito ha dedicato una lettera al presidente Lenzini: «Io c’ero nel 1974, quel ragazzo che sognava ha il suo stesso ruolo… La Lazio è storia, è presente, è futuro». Poi è salito sul palco: «Quando ho visto la squadra che dava il cinque agli eroi del ’74 ho pensato che avremmo vinto. Speriamo di emulare la storia e di vincere lo scudetto». L’iter per il Flaminio è partito: «L’assessore Onorato ha visto il progetto. Speriamo abbia il consenso delle istituzioni. Chi l’ha visto ha detto che è un capolavoro, un proseguimento di Nervi, come se l’avesse fatto lui. Nessuna modifica. Fatti, non parole», il tono stava montando in stizza, c’erano rumoreggiamenti in platea. Il sindaco Gualtieri: «La Lazio è una grande squadra di Roma». L’assessore allo Sport, Onorato: «La sfida è costruire il Flaminio e nuovi stadi». Finale memorabile, l’abbraccio di due Lazio. Quella del ’74 le unisce tutte.


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