L’oroscopo bianconero: chi scende e chi sale, con vista sul 2022

Chi ha deluso e chi è in rampa di lancio: da Ramsey a Kean, passando da Bernardeschi. E il mercato segue (quasi) a ruota…

In una prima metà della stagione in cui la Juve ha conosciuto alti e bassi, stop and go e tanti giri sull’ottovolante, anche i singoli giocatori hanno vissuto momenti differenti, spesso opposti, legati all’andamento della squadra ma non solo. Del resto è prerogativa dei giovani peccare sul piano della continuità, alternando momenti di crescita ad altri di stallo, sbocciando all’improvviso, o migliorando lentamente, passo dopo passo. Ma anche chi in rosa ha più esperienza non si è sottratto a un rendimento ondivago, nel bene o nel male, salvo forse un caso: quel Locatelli che è stato dalla prima all’ultima giornata non solo presente, ma anche garanzia di costante miglioramento.

IN ASCESA

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Detto di Locatelli, le cui quotazioni sono in costante crescita perché certo non è da tutti prendersi la Juve nell’anno dell’esordio, per di più in un centrocampo che è stato ed è tuttora una delle zone d’ombra bianconere, gli altri nomi che l’oroscopo darebbe in salita per l’Anno Nuovo, sulla base di quanto finora visto in campo, sono quelli di Pellegrini, De Sciglio, Kean e Bernardeschi. Il primo, partito molto indietro nelle gerarchie di Allegri, ha saputo ritagliarsi spazio ma anche stima, da parte dell’allenatore e dei compagni. Tanto che Alex Sandro non è più titolare inscalfibile sulla fascia sinistra. Discorso analogo per De Sciglio, che sull’opposta fascia ha spesso dato il cambio a Cuadrado, permettendo anzi al colombiano di partire da centrocampo e dar man forte al reparto avanzato (segnando fra l’altro quattro reti). Se Kean è ancora alle prese con una crisi di crescita che lo rende piuttosto imprevedibile nel livello di rendimento di gara in gara, anche se non mancano segnali di crescita, l’exploit più positivo del girone d’andata è quello di Bernardeschi, che, sull’onda della gioia europea e della stima di Mancini, ha ripreso quota anche in maglia bianconera, dimostrandosi giocatore recuperato sul fronte tecnico e psicologico, nonché prezioso jolly che Allegri ha valorizzato sia a centrocampo che in attacco. Il suo contratto è in scadenza, ma ora la Juve ha situazioni più urgenti da risolvere.

IN DISCESA

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L’operazione-recupero non è invece andata a buon fine con Ramsey e Arthur, mentre Bentancur e Rabiot hanno riservato più ombre che luci nonostante il frequentissimo impiego, ed Alex Sandro – un po’ a sorpresa – ha segnato il passo, lasciando presagire un sorpasso da parte di Pellegrini. Dall’essere in discesa all’essere sul mercato il passo è breve: Ramsey da settimane è fuori dal progetto, fino a oggi era in permesso e dunque alla Continassa ancora non si è visto, e sul suo conto si attendono a breve notizie… dalla Premier. Arthur stesso ha la valigia pronta: per lui è probabile una destinazione spagnola, si parla del Siviglia. Quanto ad Alex Sandro e Rabiot, ma non solo loro, non sono ufficialmente sul mercato, ma se si aprisse qualche spiraglio la Juve ci penserebbe più che seriamente.

IN SOSPESO

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I due massimi esponenti della categoria sono McKennie e Kulusevski, ma alla lista va aggiunto d’ufficio Morata, e non per quanto mostrato in campo finora dallo spagnolo. Il texano infatti è cresciuto nell’ultimo lotto di gare aumentando in maniera sostanziosa il suo minutaggio, ma ancora non si è guadagnato una maglia da titolare, né ha saputo dare garanzie da renderlo un punto di riferimento della squadra. Lo svedese non si è scrollato di dosso le stimmate dell’eterno incompiuto, e pur avendo collezionato molti gettoni di presenza, a sua volta non ha convinto del tutto. Tanto che nessuno dei due è entrato nel gruppo degli incedibili. Ed in caso di offerte interessanti potrebbero servire a far cassa. Il destino di Morata si intreccia al volere del Barcellona, ma soprattutto alla possibilità per la Juve di trovare un adeguato sostituto in tempi rapidi. Più in sospeso di così…

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