L’omaggio a Platini, l’obiettivo Baggio: Dybala e i numeri 10 Juve, chi è il più grande? VOTA

La Joya ora può aspirare ad iscriversi al prestigioso club, di cui fanno parte anche Sivori, Del Piero e Zidane (che sulle spalle in realtà aveva il 21). Ma c’è ancora strada da fare

Un omaggio a Platini, dopo averlo scavalcato nella classifica dei marcatori juventini di sempre. Un’occhiata a Baggio, prossimo totem da superare. Un siparietto televisivo con Del Piero, amico e ispiratore. Nella serata di martedì Paulo Dybala ha fatto una passeggiata nel Viale dei numeri 10 della Juve: è un indirizzo esclusivo, accesso riservato solo a campioni dall’alto tasso di nobiltà calcistica.

Cinque leggende

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In 124 anni di storia la Vecchia Signora si è goduta cinque fenomeni che hanno portato con assoluta classe il numero 10 sulle spalle o, se era già occupato, ne hanno comunque perfettamente interpretato i valori tecnici e anche la mistica. In ordine di apparizione: Omar Sivori, Michel Platini, Roberto Baggio, Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane (che indossava il 21). Paulo Dybala aspira a essere il sesto. Premessa indispensabile: la Joya deve ancora completare il suo percorso e per il momento è alle spalle degli altri fuoriclasse. È l’unico a non aver vinto un trofeo internazionale (a parte Sivori, ma quella era davvero un’epoca molto diversa nella quale alla Juve interessava poco quanto accadeva oltre confine) e ad essere stato messo in discussione dalla stessa società. Però nella classifica dei goleador di tutti i tempi davanti a lui sono rimasti solo Baggio e l’irraggiungibile Del Piero. Il suo ruolo centrale nella nuova Juve, unito alle indubbie qualità tecniche e alla fascia da capitano che ne certifica l’attaccamento al club e anche un certo peso nello spogliatoio, gli consente di presentare regolare domanda di ammissione al Viale dei numeri 10.

Qualcosa di tutti

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I confronti tra epoche diverse, anche se in certi casi molto ravvicinate, sono poco più che un giochino divertente. E i giocatori di cui parliamo ricoprivano anche ruoli diversi o li interpretavano in modo differente e in contesti non certo analoghi. Però viene spontaneo chiedersi (e chiedere ai tifosi juventini) chi sia stato il più forte o quantomeno il più amato. Il viaggio nel tempo ci riporta alla memoria i meravigliosi dribbling di Sivori, il più bravo in questa specialità assieme a Baggio, che era forse il talento più puro in assoluto. Platini, regista e goleador, è stato sublime e innovativo nell’interpretazione del ruolo: Michel ha segnato un’era, esattamente come Del Piero. Alessandro ha battuto tutti i record alzando l’asticella a livelli difficilmente raggiungibili. Nessuno era attento alle esigenze dei compagni come Zidane, meraviglioso nel mettere a disposizione le sue qualità tecniche e fisiche sacrificando anche la gloria personale. Dybala, pur essendo al di sotto di questi fenomeni, ha qualcosa di tutti: un dribbling secco come Sivori o Baggio, la maestria nelle punizioni di Del Piero, il gusto nel partire da dietro come faceva Platini, la facilità nel dialogo con i compagni e la pulizia nei passaggi di Zizou. Non facciamo classifiche, ogni tipo di graduatoria in casi come questo è soggettiva. Azzardiamo solo qualche definizione, aprendo il dibattito. Il più forte? Michel. Il più grande? Alessandro. Il più talentuoso? Roberto. Il più elegante? Zizou. Il più imprevedibile? Omar.

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