Llorente, in venti giorni è cambiato tutto. Caicedo-Inter, non c’è nulla

Prima di Natale l’attaccante spagnolo era già della Samp, ora sarebbe perfetto per la Juve ma la trattativa non è banale

Fernando Llorente ora serve al Napoli. Almeno fino al giorno 20 quando ci sarà la Supercoppa italiana contro la Juve, passaggio non tanto banale della stagione di Gattuso. Llorente serve perché è diventato una scorta preziosa, almeno venti minuti a partita, semplicemente perché Osimhen – l’acquisto dell’anno – tra infortunio e Covid deve ancora tornare. E il discorso vale anche per Mertens che non è una roba seria ma che ha bisogno di qualche giorno prima di rientrare a pieno regime. E così la parabola di Llorente, ricordiamolo in scadenza di contratto, è diventata incredibilmente frastagliata.

ERA GIÀ DELLA SAMP

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Poco prima di Natale, la situazione era stata sbloccata al cento per cento. A dieci giorni dalle feste avevamo titolato “Llorente fuori dal tunnel” perché lui aveva detto sì alla Samp, a Ranieri che lo aveva cercato con convinzione dopo averci provato a fine settembre. E sulla durata non ci sarebbero stati intoppi, nel senso che la Samp avrebbe prolungato fino al 2022. Poi è accaduto che la Samp ha vinto qualche partita importante, ha pensato ai giovani da valorizzare e al rinnovo di Quagliarella con reciproca soddisfazione. Così Fernando, che era una certezza e bisognava soltanto fissare un appuntamento per le intese definitive, è rimasto al mittente. E per il Napoli non è stato uno svantaggio, alla luce dell’emergenza che sta vivendo. Potrebbe diventarlo soltanto nel caso in cui dovesse restare dopo il primo febbraio, quando i titolari saranno tutti abili e possibilmente arruolati.

PERFETTO PER LA JUVE

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Abbiamo la sensazione che Llorente sarebbe l’ideale per Pirlo. Intanto perché conosce l’ambiente Juve e non ci sarebbero problemi di alcun tipo. E poi perché va in panchina senza troppi grilli per la testa, saprebbe che ci sono gerarchie che comprendono Ronaldo, Morata e Dybala in cima, non sarebbe certo lui a creare grattacapi. Llorente più di Pellè, magari perché accetterebbe sei mesi con eventuale opzione senza pretendere un anno e mezzo come gli avrebbe fatto la Samp. Llorente più di Giroud perché non costerebbe (almeno nelle intenzioni del club) rispetto al francese e soprattutto non ci sarebbe da sfidare il Chelsea e la volontà dei Blues di trattenerlo, si tratta davvero di una delle poche cose che funzionano a casa Lampard. Ma il fatto che Llorente sarebbe l’ideale non significa che sarà semplice prenderlo. Anche perché le trattative tra Juve e Napoli sono ferme da una vita, da quando addirittura Agnelli pagò la clausola da 90 milioni e passa per strappare Higuain a De Laurentiis. Da quando Milik parla con la Juve, storia della scorsa estate, e potrebbe essere una traiettoria a parametro zero. Traduzione: forse per gli altri Llorente potrebbe essere gratis o quasi, non crediamo che sarebbe la stessa cosa nel caso della Juve. Gli ultimi eventi, compreso il misterioso tweet di Agnelli con quei pullman parcheggiati, non hanno sicuramente stemperato. E non aiutano a fare mercato, più o meno come sta accadendo da un po’ di tempo tra Inter e Chelsea per colpa di…Antonio Conte.

CAICEDO

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A proposito di Inter: non è su Caicedo (notizia infondata quella di una proposta da 7 milioni, semplicemente perché non interessa) come non lo è la stessa Juve. Noi la leggiamo in questo modo: fino al 20 gennaio Llorente resta dov’è. Nel frattempo rientreranno o saranno sul punto di rientrare sia Mertens che Osimhen, il Napoli avrà risolto tutti i problemi numerici e di qualità dell’organico, aspettando di capire come finirà la tormentatissima e antipaticissima vicenda Milik.

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