L’Italia non sfonda il muro bulgaro: Chiesa gol, ma è solo 1-1

Rallenta la corsa degli Azzurri verso i Mondiali del Qatar. Tutto nel primo tempo: al gol dello juventino risponde Iliev. Eguagliato il record di 35 gare senza sconfitte

Dal nostro inviato Fabio Licari

2 settembre – Firenze

L’estate è finita, la campana suona e in classe c’è il professore più cattivo, quello che ti aspetta al varco. Si riparte da zero, aveva detto Bonucci, lo studente più anziano, perché quell’accoglienza se l’aspettava. E così i campioni d’Europa si fanno fermare dalla piccola ma irriducibile Bulgaria, 75° nel ranking Fifa ma al vertice della classifica della resistenza. Sembra infatti che gli azzurri possano calpestarla, dopo un quarto d’ora Chiesa (il migliore) s’inventa un gol da Wembley, ma finisce qui. Per noi. Per loro, un contropiede macchiato da due errori azzurri e il pari difeso con i denti, un 1-1 che un po’ riscrive la classifica e obbliga ad andare in Svizzera con qualche sicurezza in meno. Italia all’attacco, non si conta la differenza nei tiri, negli angoli, nel possesso, ma non basta. Troppo spesso a testa in giù, senza la soluzione geniale, senza il tocco dell’Europeo, e subito puniti in difesa. La maledizione del “dopo apoteosi” continua: dopo la coppa vinta, la prima partita è una sofferenza. Bearzot nell’82. Donadoni nel 2006. Mancini adesso. A Basilea è attesa la svolta.

Subito Chiesa da Wembley

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Peccato, però, perché al pronti-via sembra che gli azzurri siano ancora a Wembley. Accerchiamento in massa, possesso, circolazione velocissima con cambi di fronte, Jorginho onnipresente e, a destra, Chiesa pronto ad avventarsi su pallone e avversario. Il copione è studiato e mandato a memoria, dopo un quarto d’ora la Bulgaria deve arrendersi. L’ex viola riceve a sinistra, parte a testa bassa verso il centro, inarrestabile, e scambia con Immobile al quale le lezione di Sarri stanno facendo Bene: botta da fuori e 1-0. Firenze riabbraccia il suo idolo, è la serata della gioia e della riconciliazione, anche il ricordo di Francesco Morini è commovente: per tutti era un azzurro, non uno juventino. Adesso arriva la goleada, pensano tutti. Ma non è così. Illusione. E la colpa è nostra.

Che errori dietro

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La Bulgaria non è una grande squadra, ma è umile e usa le poche armi a disposizione. La regia di Kostadinov, la velocità a sinistra dell’ex Cagliari Despodov. Il 4-2-3-1 è un arroccatissimo 4-5-1 che spesso si rintana quasi tutto in area, sbarrando la strada agli azzurri e soffocandone i triangoli stretti e i filtranti. Ma di pericoli veri non c’è traccia, se si esclude una gran botta in diagonale di Immobile. Basta una disattenzione – doppia per la verità – e succede l’imprevisto. Florenzi prende un po’ alla leggera la discesa di Despodov che se ne va di fisico e mette al centro per Iliev, lungagnone abbastanza improponibile, solo che Acerbi sbaglia proprio intervento e gli concede l’autostrada per il tocco a rete, 1-1.

Assedio vano

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Più meno lo stesso discorso nel secondo tempo. Ancora Chiesa il più pericoloso, ma la parata di Georgiev sulla botta dello juventino è un capolavoro da migliore in campo. Non l’unico intervento del portiere. Però la Bulgaria si difende bene, il pari l’ha trasformata, è all’Italia che manca il tocco dell’Europeo. La Bulgaria se ne accorge e non aspetta più, pressa, non fa ragionare, costringe all’errore. Mancini stravolge la squadra, dentro Raspadori e Berardi per Immobile che rivede un po’ dei suoi fantasmi e per Insigne poco concreto. Prima Toloi ha dato il cambio a Florenzi stremato e un po’ depresso dallo scatto di Despodov, poi Cristante dentro per Florenzi. Nel recupero, anche Pellegrini, ma che senso ha? Non c’è niente da fare.

Record, ma…

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Due punti persi, il record di imbattibilità consecutiva (35 partite) eguagliato nella serata più deludente. A essere cattivi, è la terza partita di fila che finiamo 1-1 dopo Spagna e Inghilterra, ma qui non ci sono supplementari e rigori. Si scherza, l’immagine dell’Europeo è incancellabile e a settembre soffrono più o meno tutte, dalla Francia alla Spagna. Però ora ripartiamo. Sul serio.

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