L’Inter segna al Frosinone anche i gol mancati col Sassuolo: è manita

FROSINONE – Dopo le grandi polemiche per il ko, fondamentale in ottica salvezza, contro il Sassuolo, l’Inter già Campione d’Italia – per la diciannovesima volta sul campo, la ventesima secondo il conteggio della Figc post-Calciopoli – travolge il Frosinone dei baby bianconeri Soulé, Barrenechea e Kaio Jorge con un netto 5-0, frutto delle reti di Frattesi nel primo tempo e, nella ripresa, Arnautovic, Buchanan, Lautaro Martinez e Thuram. Con questa sconfitta, la formazione ciociara resta ferma in sedicesima posizione – in coabitazione con l’Empoli – con 32 punti, provvisoriamente due in più dell’Udinese terz’ultima. La capolista, invece, vola a quota 92.

La cronaca

In avvio partenza sprint di entrambe le squadre. Arnautovic costringe Okoli in corner, subito dopo Mazzitelli provoca un brivido alla difesa neroazzurra. Al 19′ arriva il gol dell’Inter. Barella intercetta un pallone e serve Thuram che crossa per Frattesi il quale vince un contrasto e mette dentro: 0-1. Immediata la reazione del Frosinone. Tiro di Brescianini da fuori a giro, Sommer è strepitoso nella deviazione in angolo (25′). Spinge il Frosinone alla ricerca del pareggio. Cheddira comincia una sfida con Sommer (26′ e 30′) con il portiere esce sempre vincitore e quando non può nulla il numero uno dei campioni d’Italia (41′), è la traversa a dire no al centravanti marocchino del Frosinone. Nella ripresa grossa chance per pareggiare per il Frosinone all’8′ quando Valeri sradica il pallone dai piedi di Cuadrado, vola verso Sommer ma non trova clamorosamente lo specchio. Così quando Soulé (11′) impegna ancora Sommer l’Inter si sveglia. Prima c’è una traversa di Bisseck, in occasione di un angolo poi, al 15′, Arnautovic raddoppia dopo un’imbucata di Barella per Frattesi con relativo cross per il facile tap-in dell’attaccante neroazzurro. Al 32′ il terzo gol interista di Buchanan dopo un salvataggio di Augusto sulla linea. Nel finale c’è gloria anche per Lautaro Martinez e Thuram con un bel pallonetto. La partita, però, aveva già detto tutto.

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