L’intelligenza artificiale al fianco dei baby calciatori autistici: il progetto di Zambrotta

L’intento è quello di superare l’idea di diversità come barriera. Gli “azzurrini” avranno una machine learning da addestrare

13 settembre – MILANO

L’intelligenza artificiale al fianco dei bambini e dei ragazzi autistici. E’ questo il nuovo progetto innovativo messo in piedi da Gianluca Zambrotta, ex terzino a tutta fascia di Juventus, Milan e della Nazionale azzurra, campione del mondo nel 2006. Il 15 settembre, presso il Centro Sportivo Eracle di Casnate con Bernate, in provincia di Como, avrà inizio la terza stagione della “Azzurrini Academy”. 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Il progetto prevede l’avvicinamento all’attività calcistica e motoria per ragazzi con disabilità cognitive. Il tutto grazie all’inserimento dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è superare l’idea di diversità intesa come una barriera. Si pone l’obiettivo di contribuire al miglioramento delle condizioni psicofisiche dei ragazzi rafforzandone consapevolezza, autostima e condizioni di salute, senza contare la costruzione di un’identità di gruppo. Le nuove tecnologie, quindi, possono fornire un’esperienza di allenamento coinvolgente e personalizzata, in grado di soddisfare le esigenze di ogni singolo partecipante. 

innovazione

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Nello specifico, tra le nuove tecnologie rientrano alcuni mind robot, utilizzati per sviluppare e rafforzare la sfera computazionale, poi video in 3D e riprese con droni, per semplificare gli schemi proposti dal mister, e infine realta aumentata per insegnare a riconoscere e gestire le emozioni prima che prendano il sopravvento. “Ho deciso di sostenere e promuovere questo progetto perché è un’eccellenza d’inclusione sociale e sportiva del nostro territorio – racconta Zambrotta, presidente onorarioi – soprattutto perché nella mia carriera ho imparato che la valorizzazione delle diversità è la più grande risorsa di squadra”. Vincenzo Saladino invece, responsabile dell’area tecnica, ha commentato così: “In campo non ci concentriamo sulle mancanze dei ragazzi, ma sulle loro potenzialità. Durante ogni allenamento, scopriamo grazie alla loro passione, la bellezza di trasformare i limiti funzionali in aree di miglioramento e crescita”. Samuele Robbioni invece, responsabile dell’Area psicopedagogica del Como e supervisore dell’Azzurrini Academy, ha fatto leva sulla voglia di crescere da parte dei bambini: “Non è importante la loro diagnosi. Accompagnando i ragazzi nello sport accogliamo anche le loro famiglie, spesso troppo sole ma qui incoraggiate a riscoprire la bellezza di vedere i propri figli con uno sguardo nuovo. È un progetto d’eccellenza, ma soprattutto è una di quelle storie belle, come il nostro lago, che vale la pena di condividere e raccontare”.

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