L’ex vice di Wilmots: “Italia favorita. Col Belgio andrà ai supplementari e poi…”

Borkelmans è stato sulla panchina dei Diavoli Rossi per 4 anni: “Gli Azzurri hanno una coesione unica. Temo Insigne. Lukaku in campo è una belva, sarà lui l’ago della bilancia

Francesco Pietrella

1 luglio – Milano

Per lui l’Italia è “unbelievable”. “Incredibile”. Più del suo Belgio: “Gli azzurri sono una macchina da guerra”. Parola di Vital Borkelmans, vice di Wilmots sulla panchina dei Diavoli per 4 anni (2012-2016), c.t. della Giordania dal 2018 al 2021. Ha visto nascere la golden generation belga e oggi la racconta.

“Da Lukaku a Mertens, tutti figliocci. Erano giovani, ora fanno paura. Nonostante alcuni schiaffi…”. Un paio glieli ha dati l’Italia: Euro 2016, Giaccherini-Pellè, tre punti ai gironi. “L’avevamo preparata bene, peccato”. Ora il remake nei quarti di Euro 2020. “L’Italia è un’altra cosa, il Belgio pure, ma gli Azzurri sono favoriti”.

Vital, lo dice per scaramanzia?

“Macché, il gigante che dorme si è svegliato e ora lo temono tutti, Belgio compreso. Sarà tosta per noi, l’Italia ha una coesione che non ha nessuno. Le faccio un esempio: molti anni fa ho giocato contro Baggio e ci fecero girare la testa. Quei campioni non ci sono, ma lo spirito sì. Sono più forti del Belgio”.

Cosa la convince dell’Italia?

“Quel piccoletto lì davanti, Insigne, ma anche Locatelli e Chiesa. Qualità al potere. È una squadra che fa davvero paura”.

Anche il Belgio non scherza, però.

“Certo, anche se contro il Portogallo non mi è piaciuto. Il frontman resta De Bruyne. Spero recuperi: c’è un Belgio con lui in campo e un altro senza. È il motore, il cervello, la mente. Lo ricordo a vent’anni, già un mostro. Lui e Lukaku si trovano a occhi chiusi, non so quanti assist gli avrà fatto…”.

Già, Romelu: lei l’ha visto crescere.

“In campo una belva, umanamente un ragazzo d’oro. Ogni allenamento mi chiedeva di restare venti minuti in più per migliorare i tiri, l’uno contro uno con il portiere, i colpi di testa. Era convinto che sarebbe diventato uno dei migliori, e che le critiche lo spronavano a fare meglio. ‘Faccio parlare i gol’, diceva”.

Così è stato: campione d’Italia con l’Inter.

“Molti si chiedevano cosa fosse andato a fare in Italia, o che dopo la Premier sarebbe stato un passo indietro. Sciocchezze. In realtà è l’università degli attaccanti. Lui si è laureato a pieni voti. La Serie A l’ha reso migliore, più forte, e adesso se lo sta godendo Martinez”.

Palla a Lukaku e qualcosa farà, quindi?

“È l’ago della bilancia della partita. Non c’è un giorno in cui non impari qualcosa. Dopo gli allenamenti se ne andava a casa a guardare le partite. ‘Voglio vedere come giocano gli attaccanti più forti, così miglioro’. Non ho mai visto nessuno così motivato. Dopo di lui solo i fratelli Hazard”.

Il più grande rischia di non giocare.

“Senza lui e De Bruyne è tosta. Eden è uno di quelli che ti cambia la partita con un tocco, una giocata, un tiro da fuori. È il giocatore più talentuoso mai visto, ma anche un po’ pigro. In campo può ‘dormire’ anche per mezz’ora, poi colpisce. Fin qui non ha giocato dei grandi Europei, ma occhio”.

Thorgan sarà la sorpresa?

“Non va sottovalutato, da anni non è più il fratellino di…”.

Come si batte il Belgio?

“Con l’organizzazione, la velocità, le verticalizzazioni. Si è visto contro il Portogallo. La qualità dei giocatori è eccellente, ma gli azzurri sono più gruppo. E in questo momento, con la Francia out, sono la miglior nazionale del torneo. Per me chi passa venerdì vince gli Europei”.

Pronostico?

“Non sarà come Croazia-Spagna, 8 gol e tanto spettacolo. Finirà ai supplementari, poi si vedrà. In campo c’è il meglio di Euro 2020”.

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