Lewandowski guida la remuntada: Barcellona-Valencia 4-2

BARCELLONA (SPAGNA) – Spettacolare vittoria in rimonta per il Barcellona, che festeggia l’annunciata continuità di Xavi sulla panchina blaugrana con una rocambolesca vittoria sul Valencia. Partita movimentatissima, che si apre col vantaggio dei padroni di casa con Fermin Lopez. I levantini, però, reagiscono e, complici alcuni errori plateali della retroguardia locale, ribaltano tutto con Hugo Duro e con un rigore di Pepelu. Con gli ospiti in dieci, per l’espulsione a metà gara di Mamardashvili, sale in cattedra Lewandowski, che trascina i padroni di casa al controsorpasso con una strepitosa tripletta. Vittoria che regala al Barça il controsorpasso sul Girona in seconda posizione.

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Con tutta l’artiglieria

La Liga, ormai, è andata dopo la recente sconfitta nel Clasico, ma Xavi è determinato a chiudere al meglio la stagione e, così, nel piovoso posticipo col Valencia si affida al meglio a disposizione, con l’unica eccezione di Pedri, non al meglio, che parte dalla panchina.. Fuori causa i soli Balde, Gavi e Frenkie De Jong, così, tocca nuovamente a Koundé, Araujo, Cubarsì e Cancelo proteggere la porta di Ter Stegen. Qualche metro più avanti, c’è Fermin Lopez a completare il centrocampo con Christensen e Gundogan. In attacco, l’intoccabile Lewandowski trova nuovamente man forte in Lamine Yamal e Raphinha. Ruben Baraja, privo dei vari Dikhaby, Gayà, Yaremchuk, Fran Perez e Foulquier, risponde con due linee serrate alle spalle del principale referente offensivo, l’ex Real Madrid Hugo Duro.

Di tutto di più

A dir poco movimentati i primi quarantacinque minuti, più recupero fiume, in cui succede di tutto e di più. La prima ghiotta occasione capita a Peter Federico, che lanciato a rete direttamente da Mamardashvili, calcia malamente a lato una volta di fronte a Ter Stegen. Cambio di fronte e il Barça passa in vantaggio grazie a un imperioso stacco aereo di Fermin Lopez, trovato a centro area da Raphinha. Cinque minuti dopo, però, Ter Stegen rovina tutto regalando un pallone apparentemente innocuo a Hugo Duro, che insacca nella porta incustodita il suo 13º gol in Liga. A completare la frittata, al 37’, ci pensa lo sciagurato Araujo, che stende in mezzo all’area lo scatenato Peter. Sul dischetto si presenta Pepelu, che insacca centralmente. Al termine della frazione, però, è Mamardashvili a farla grossa, sbagiando un facile controllo dopo un retropassaggio di Yarek. Sulla palla si avventa Lamine, che prova il dribbling, fermato da un braccio fuori area del portiere georgiano. Richiamato dal Var, il signor De Burgos Bengoetxea non può far altro che espellere il portiere ospite e Ruben Baraja si vede costretto a sacrificare André Almeida per inserire il secondo portiere, Jaume Domenech.

Triplo Lewandowski

Ad inizio ripresa il Barça si ripresenta con Iñigo Martinez e Sergi Roberto al posto dell’ammonito Cubarsì e di Christensen. E il Barça, dopo una manciata di minuti, trova il pareggio con un colpo di testa di Lewandowski, sugli sviluppi di un corner. La rete del polacco viene convalidata dopo la revisione del Var per un possibile fuorigioco di Fermin, che si trovava nei pressi del portiere Jaume Domenech. Xavi si gioca anche la carta Joao Felix, al posto di Raphinha e, poco dopo, Pedri per l’ottimo Fermin. E proprio Pedri, pochi secondi dopo, si rende protagonista di uno spettacolare recupero difensivo su Diego Lopez. Si arriva, così al 37’ e al controsorpasso del Barça, che realizza nuovamente di testa Lewandowski, dopo una difettosa respinta dell’estremo difensore ospite sull’ennesima giocata d’angolo. Il polacco, in pieno recupera, completa la sua tripletta direttamente da calcio di punizione. 16º gol in campionato per l’ex Bayern Monaco e Barça di nuovo al secondo posto.

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