L'erba di Wembley è sempre verde

ROMA – L’erba di Wembley è sempre verde. Non è più quella mitica di una volta essendo diventata, con lo scorrere del tempo, semiartificiale, ma secondo Karl Standley che conosce a menadito il terreno di gioco del tempio del calcio, potete stare tranquilli per le final four. Tre gare in cinque giorni il campo di gioco londinese li reggerà benissimo anche perché sono previsti lifting ad hoc dopo ogni incontro. Martedì 6 luglio Italia-Spagna, mercoledì 7 Inghilterra-Danimarca, domenica 11 la finalissima per il titolo europeo 2020

Il Tempio del football

L’odierno stadio di Wembley è “The Home of Football” è stato riaperto il 2007 dopo la demolizione del “vecchio Wembley” avvenuta tra il 2002 e 2003. Può contenere un numero di spettatori variabili a seconda dell’evento: gare di calcio, rugby (a 13 o a 15), football americano, gare di atletica leggera, incontri di boxe o concerti. Covid a parte, la capienza varia dagli ottantamila ai novantamila. Nel “vecchio Wembley”, attivo dal 1923 al 2000, si sono disputati grandi eventi sportivi del XX secolo ed è nell’immaginario collettivo la marea umana (93.000 spettatori censiti) che assistette alla finale Inghilterra-Germania 4-2 dts della Coppa del Mondo 1966. Unico titolo mondiale vinto dai Tre Leoni. Il nuovo Wembley è tra gli impianti di gioco più belli al mondo. Secondo per capacità in Europa dopo il Camp Nou di Barcellona. 

L’erba di Wembley

L’erba di Wembey è GrassMaster, ossia il nome commerciale di una tecnologia ibrida di produzione di tappeti erbosi a uso sportivo. Ideata dall’olandese Desso, dal 2015 GrassMaster è un marchio dell’azienda francese Tarkett. A differenza dei primi fondi completamente sintetici in uso dagli anni Ottanta del secolo scorso, la tecnologia GrassMaster utilizza la componente sintetica soltanto come sostegno di quella naturale. In Italia questa tipo di erba ibrida c’è allo Juventus Stadium e al Meazza di Milano. Stesso sistema presente anche al Parco dei Principi di Parigi, all’Old Trafford (Manchester Utd) e alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam. Tra le caratteristiche di questa erba ibrida anche quella di limitare al minimo la possibilità che si alzino zolle. Naturalmente drenaggio e altre componenti legati al sistema hanno standard elevati mentre in merito all’altezza dell’erba e sull’innaffiamento pre-gara entriamo in un mondo molto particolare dove vige il concetto “Cicero pro domo sua”. Essendo però gli Europei sotto l’egida Uefa valgono le regole disciplinate dal protocollo. Sarà comunque interessante osservare l’erba di Wembley al fischio d’inizio della prima e della seconda semifinale. Va ricordato che, in assenza di pioggia naturale, è consentito bagnare ulteriormente il campo anche fra i 10 e 5 minuti dal fischio d’inizio oppure nell’intervallo. Questo agevola la circolazione del pallone e favorisce le squadre più tecniche. I dettagli sono importanti. L’erba alta e poco umida invece è un freno alla circolazione di palla nel gioco raso-terra. L’erba bassa e umida accelera la manovra e l’altezza a 23 millimetri ha una specificità mentre di regola si va dai 25 millimetri d’estate ai 30 millimetri invernali. Far rotolare la sfera è un arte composita dove ogni elemento ha un suo valore.

 

Precedente Italia, Bonucci e Verratti non preoccupano Successivo TMW - Rugani: "Con la Spagna ci vorrà una partita da Italia, gruppo unito. Spinazzola, che peccato"

Lascia un commento