L’Empoli spaventa l’Inter, poi si scatena Lautaro: 4-2 e sorpasso al Milan

Partita folle, con i toscani in fuga grazie all’ex Pinamonti e Asllani. Un’autorete di Romagnoli la riapre, poi la doppietta del Toro e Sanchez nel recupero. Inzaghi a +1 sui rossoneri impegnati domenica sera a Verona

La Pazza Inter torna in testa al campionato almeno per due notti. Lo fa al termine di un match surreale in cui si fa infilare subito dalle reti dell’ex Pinamonti (serviti i dietrologisti) e Asllani, poi prende a caricare con lucidità intermittente ma una forza che fa ben sperare anche per gli ultimi impegni di una stagione massacrante. L’autogol di Romagnoli stpaa una rimonta completata dalla doppietta di Lautaro e dal sigillo di Sanchez nel recupero. E i 70mila del Meazza possono fare festa.

Primo tempo

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Inzaghi insiste con Dimarco per Bastoni, ripropone Dumfries a destra e sceglie Correa per affiancare Lautaro in attacco. Andreazzoli schiera la coppia di centrali difensivi Romagnoli-Luperto, punta su Stulac in mezzo al campo e davanti conferma l’ex Pinamonti, che nei primi movimenti sembra stare largo a sinistra con Bajrami alto e Asllani trequartista, ma al 5′ fa un movimento da vero centravanti sul cross basso di Zurkowski, innescato da Stulac in una fascia destra deserta. Frenetica sin dal primo pallone, l’Inter resta tale anche dopo lo svantaggio e De Vrij in mischia pasticcia un pallone che poteva valere il pareggio. Il problema per Inzaghi è che i suoi leggono male ogni movimento degli avversari e soltanto un fuorigioco millimetrico di Pinamonti al 10′ cancella il raddoppio di Zurkowski. Già chiaro prima del match, il copione diventa ancora più esasperato con l’Inter in svantaggio: un assalto forsennato in cui però Lautaro e compagni faticano a essere lucidi quando conta. Al 23′ Manganiello fischia il rigore per un’entrata di Parisi su Barella, smarcato in modo geniale da Brozovic. Il Var Banti segnala però al collega che il difensore dell’Empoli aveva preso prima la palla, quindi si continua. E qualche minuto dopo i toscani piazzano la seconda banderilla nel fianco dell’Inter in modo incredibile. Lancio dalla propria trequarti di Fiamozzi, De Vrij valuta male la traiettoria, Asllani ringrazia e batte Handanovic con un diagonale che ammutolisce il Meazza stracolmo, mentre Brozovic e Lautaro non le mandano a dire al centrale olandese. Riparte il torello interista, ma l’Empoli gioca alla morte e in area chiude tutti gli spazi. In spazi così stretti, sarebbero fondamentali le giocate di Perisic e Correa, gli unici che saltano l’uomo. Ma Fiamozzi tiene bene il croato, mentre il Tucu fa lo spettatore non pagante e non gli riesce nulla. In un primo tempo folle, De Vrij al 38′ ne combina un’altra, innescando il contropiede di Zurkowski, ma al 41′ l’Inter trova la scintilla con l’autogol di Romagnoli, che in scivolata beffa Vicario sul cross dal fondo di Dimarco, fuori giri dietro ma sempre pericoloso quando sale. San Siro diventa una bolgia, Barella la manda alta di poco il destro di esterno. Esplosione rimandata di poco. Al 45′ lo stesso Barella sradica un pallone ad Asllani e sulla verticalizzazione Calhanoglu è bravo a pescare l’inserimento di Lautaro che di destro manda all’angolino il pallone del 2-2. L’Inter ha il sangue agli occhi, il Toro – a differenza di un Correa indolente – si guadagna un corner sul quale Vicario intercetta la girata di Perisic.

Secondo tempo

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Si riprende senza cambi, nemmeno nella trama. L’Inter si accampa nella metà campo avversaria e ci prova subito con Dumfries e Perisic, l’Empoli si difende come può ma ha il merito di provare sempre a giocare la palla quando riesce a recuperarla. Anreazzoli cerca forze fresche in Di Francesco e Henderson (fuori Bajrami e Zurkowski), ma l’Inter è un’onda in piena. Vicario compie tre miracoli su Calha, Dumfries e Lautaro. In un minuto i nerazzurri arrivano al tiro quattro volte, e per poco in ripartenza Pinamonti non piazza il secondo scherzetto. Al 64′ però Lautaro sfonda la porta dopo un disimpegno infelice di Fiamozzi. Inter in vantaggio e in vetta per un paio di notti. Inzaghi ne toglie subito tre, compreso lo stesso Lautaro, ammonito per essersi tolto la maglia dopo il gol. Fuori anche Calha e Dimarco, dentro Dzeko, Vidal e D’Ambrosio. Inizia un’altra partita, perché Brozovic e compagni rifiatano sia per il cambio di risultato sia per lo sforzo mostruoso prodotto in 70′ di rincorsa. Dopo Cutrone per Di Francesco (k.o. dopo l’aggressione di Skriniar), entrano anche Ismajli per Stulac e Benassi per Fiamozzi. Darmian rileva Dumfries, Correa al 78′ non la chiude facendosi murare da Vicario, Dzeko pasticcia due palloni non da Dzeko, Sanchez rileva il Tucu. Dzeko all’83’ non scarta nemmeno il regalo di Darmian. L’Inter non sa regalarsi nemmeno qualche minuto di tranquillità ma, oltre a quello di essere riemersa dall’abisso del doppio svantaggio, ha il merito di gestire bene il finale, complice un Empoli sulle ginocchia. Sanchez e Dzeko (palo) sprecano ancora, ma il 14° corner e poi il tocco di Alexis suggellano la festa.

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