Ledesma e la lotta scudetto: “L’Inter non è obbligata a vincerlo, la Juve sì”

L’ex centrocampista dei biancocelesti ha parlato in esclusiva a FCINTER1908.IT della sfida in programma domenica tra Inter e Lazio

Alessandro De Felice

12 febbraio

Archiviare l’eliminazione in Coppa Italia e riprendere la marcia in campionato. L’Inter vuole ripartire dopo la delusione di martedì sera all’Allianz Stadium di Torino. Il calendario presenta subito un match di cartello e una sfida d’alta classifica: domenica sera la squadra di Antonio Conte ospita al ‘Meazza’ la Lazio di Simone Inzaghi, reduce da sei vittorie di fila in campionato e al quarto posto in classifica in coabitazione con la Roma. Cristian Ledesma, ex centrocampista e uomo simbolo dei biancocelesti, ha parlato in esclusiva a FCINTER1908.IT.

Quanto può pesare per l’Inter, nella sfida contro la Lazio, l’eliminazione per mano della Juventus in Coppa Italia?

“Non credo che possa pesare più di tanto, anche perché alla fine quando si gioca si deve pensare alla partita. La Coppa Italia ora è un pensiero in meno per l’Inter, che ora ha tutte le energie predisposte per il campionato. La Lazio sta benissimo ma anche l’Inter: non penso che i nerazzurri stiano male come la dipingono tutti. Sembra una squadra che arriva da 5/6 sconfitte di fila ma non è così. Sta sempre lì su, sta lottando lì davanti, mette pressione a chi è lì sopra, ovvero il Milan. Quindi non vedo il perché di tutto questo pessimismo, anche perché l’Inter lì ha una squadra per poter rimanere in alto. La Lazio sta molto bene e da tifoso della Lazio spero che continui ancora a fare così, però l’Inter non è da meno secondo me”.

Dopo le eliminazioni prima in Champions League e poi in Coppa Italia, ora l’Inter è obbligata a vincere lo Scudetto?

“Anche in questo caso, secondo me, c’è un errore: se ti senti obbligato a vincere uno scudetto è dura. Penso che l’Inter in poco tempo con questo allenatore è riuscito a cambiare diverse dinamiche nel campionato italiano. Stiamo parlando di una pressione anche mediatica nei confronti di una squadra che “deve” vincere uno scudetto quando sappiamo che la Juve ne ha vinti 9 di fila e continua secondo a me ad essere la favorita per organico, per forza societaria, per il modo che hanno di programmare, per i giocatori che hanno. Secondo me loro potevano sì essere “obbligati” a vincere. Nonostante quello, negli ultimi anni, hanno sofferto l’Inter. Inter obbligata? Non penso, anzi credo che stia facendo molto bene con un allenatore che in poco tempo ha iniziato un progetto nuovo e in poco tempo anzi pochissimo tempo sta lottando nelle zone nobili della classifica”.

I problemi societari quanto possono influenzare la squadra e incidere sui risultati?

“Sicuramente alla lunga possono pesare, per quanto i giocatori e staff possano dire o si possa pretendere che pensino solo al campo, è difficile. Tu sai che dietro di te o dentro la tua struttura c’è una situazione del genere dove non sai se cambierai proprietario. Quando cambia proprietà un po’ gli equilibri cambiano. Penso che alla lunga possa pesare se non si mette un punto finale a questa situazione perché non ti dà stabilità, non dà forza al progetto e quindi di conseguenza alla lunga può creare dei problemi”.

Eriksen, la chiave di Inter-Lazio e lo Scudetto

Proprio nel ruolo in cui giocava lei, ora l’Inter sta sperimentando Eriksen: cosa ne pensa? Come lo vede da regista?

“Penso che lì possa fare bene, può dirigere il gioco: è tecnicamente forte, e in quel ruolo sicuramente può fare bene. É chiaro che ci vuole tempo perché non si può pretendere che in due partite, cambiando completamente ruolo, calcio e ambiente, lui possa fare subito bene. É vero che altri calciatori si adattano molto più velocemente rispetto a lui però secondo me vale la pena aspettare un giocatore delle sue qualità. Penso che dobbiamo essere contenti se riesce a imporsi nel nostro campionato perché è veramente un giocatore di altissima qualità e può fare bene. Ci vuole tempo e ci sta mettendo magari un po’ di tempo ad adattarsi a quello che è un calcio diverso rispetto a quello in cui lui è stato parecchi anni, però ripeto secondo me qui vale la pena aspettare che vengano fuori tutte le qualità che ha dimostrato”.

Tornando a Inter-Lazio: che partita si aspetta e quale può essere la chiave?

“Penso che se la Lazio riesce a fare bene quello che gli riesce meglio, cioè andare a cercare gli spazi per fare male in velocità, può fare malissimo. L’Inter è una squadra che cerca di pressare alto. Magari non ti lascia ma se accetta l’uno contro uno viene fuori questo tipo di partita, ideale per la Lazio secondo me. Invece non so se da parte dell’Inter ci sarà qualche cambiamento. I nerazzurri potrebbero insistere, giocando con questo tipo di gioco e non cambiando, sapendo che di fronte hanno una squadra con velocità e che preferisce l’uno contro uno, con giocatori di qualità che possono fare male”.

Quali sono le squadre che potranno lottare per lo scudetto fino alla fine?

“Sicuramente quelle che sono in testa, come Milan e Inter, ma anche la Juventus. La Lazio sicuramente sì perché ha ripreso a dare continuità alle sue prestazioni e ha qualità; è ritornata padrona di sé stessa, mi sembra di vedere una Lazio che è di nuovo consapevole della propria forza e quindi può arrivare lassù. Se riesce a mantenere questa striscia di prestazioni perché sta sbagliando poco, è cinica, segna e a cui è difficile segnare. Tutte queste componenti secondo me possono portare a risalire la classifica. Le altre si meritano quello che hanno. Il Milan sta lì perché sta facendo bene, l’Inter lo stesso, la Juve sta risalendo con una partita che deve ancora giocare. Ovvio che adesso ci saranno le Coppe Europee e al di là della bellezza e della voglia di giocare in Europa inevitabilmente le queste gare tolgo energie fisiche e mentali”.

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