Leao e il nodo rinnovo, che intrigo: tutti i nodi da sciogliere

Sarebbe dovuto andare in scena un incontro in sede con l’agente, ma è slittato. Le parti restano in contatto però il tempo passa…

Il problema più grande? Dentro questa faccenda ci sono tanti, sicuramente troppi ingredienti tra uomini e situazioni. E per amalgamarli tutti forse non basterebbe nemmeno uno chef stellato. Passano le settimane e il nodo Leao passa dalla prospettiva, se non di sciogliersi, quanto meno di essere allentato, a un nuovo irrigidimento. Telenovela doveva essere e telenovela è, ormai da tempo, nonostante la netta e chiara volontà del Milan di accorciare i tempi. Maldini ci ha provato due volte a chiarire pubblicamente di voler portare a casa i tre punti con Rafa, tentando di chiudere entro il Mondiale, e ripromettendosi poi di riuscirci entro la fine di questo mese. Ma sarà dura. La situazione procede a zig zag come il surf su cui ama piazzarsi il portoghese dopo un gol.

Aiuto indiretto

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Fino a un paio di settimane fa, il coefficiente di ottimismo aveva spinto verso l’alto. Leao pareva intenzionato ad accettare il rinnovo a 6,5 netti a stagione, più bonus da oltre un milione (ricordiamo che Rafa attualmente ne guadagna 1,4). Magari con un accordo sulla clausola ancora da trovare, è ovvio: Milan che vorrebbe mantenere i 150 milioni della vecchia e procuratore che spinge al ribasso. La spina che punge però non è solo questa, bensì l’ormai celebre maxi risarcimento che Leao deve allo Sporting Lisbona – quasi 20 milioni – e di cui il Milan non intende occuparsi. Nell’idea del club rossonero, un aumento di stipendio così cospicuo in pratica contempla anche un aiuto indiretto per il mega esborso (da onorare assieme al Lilla) che gli pende sulla testa. E così pareva tutto apparecchiato per un incontro fissato a Casa Milan con il suo agente ufficiale, l’avvocato francese Tom Dimvula. Incontro, se non decisivo, comunque molto importante dopo quello della prima metà di dicembre. Parliamo appositamente di “agente ufficiale” perché in realtà l’ombra di Jorge Mendes, il procuratore precedente, è ancora molto lunga sugli affari e sulle riflessioni della famiglia Leao. Una diarchia che, come spesso avviene quando non c’è chiarezza assoluta su ruoli simili, non ha decisamente giovato alle tempistiche e al buon esito della trattativa.

Gennaio orribile

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E così ci si ritrova con un potenziale faccia a faccia che slitta e, insomma, non è un gran segnale anche se – questo va sottolineato bene – non si parla né di rotture né di faccende insormontabili. I nodi esistenti sono gli stessi che c’erano prima, le parti restano comunque in contatto, solo che il tempo passa. E i punti interrogativi aumentano, soprattutto alla luce di un gennaio simile dove mezzo mondo rossonero sta venendo in qualche modo rimesso in discussione. E’ chiaro che inciampi disastrosi come in Coppa Italia e Supercoppa non sono carezze nell’ambito di una trattativa dove a contare c’è da una parte il progetto sportivo e dall’altra il rendimento del giocatore. Ecco, gennaio non ha dato una mano in nessuno dei due casi. Banalizzando: il giocatore potrebbe non essere del tutto convinto sulle prospettive rossonere, mentre il club di certo non intende spingersi un centesimo in più oltre l’ultima offerta, dal momento che per arrivare alla maturità calcistica e psicologica di Rafa occorrerà ancora tempo. Come dimostrano le ultime prestazioni. Su tutta questa storia e alla luce di queste considerazioni quindi, con le settimane che passano, aleggia la domanda delle domande, che più di un tifoso si è già posto: non varrebbe la pena di prendere in considerazione l’ipotesi di una cessione estiva, al miglior prezzo possibile, reinvestendo i proventi per sistemare più parti della rosa?

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