Le tre richieste di Conte per l’Inter di domani

La conferma dei big in organico, la possibilità di puntellare la rosa dove è lacunosa e la chiarezza nella comunicazione degli obiettivi: questa la via indicata dal tecnico nerazzurro

L’operazione seconda stella c’è davvero, non è come l’isola di Edoardo Bennato. Non è a destra, poi, ma centralissima nei pensieri dell’Inter. E dunque della proprietà, dei dirigenti. Ma soprattutto di Antonio Conte. L’a.d. Beppe Marotta si è detto ottimista sul futuro del tecnico in nerazzurro: “Non c’è alcun piano B, c’è solo il piano A ed è lui”. E dentro il piano A ci sono le idee di Conte, il modo corretto per non disperdere il grande vantaggio che i nerazzurri hanno accumulato dalle avversarie in questa stagione. L’operazione seconda stella, ovvero lo scudetto numero 20, si sviluppa in tre punti: la conferma dei big in organico, la possibilità di puntellare la rosa dove è lacunosa, la chiarezza nella comunicazione degli obiettivi.

Le conferme

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Il terzo punto, s’è ormai capito, è particolarmente caro a Conte. Ma non si corre il rischio nel pensare che le premesse che ci avvicinano al famoso incontro con presidente e dirigenti – non avverrà prima di due settimane, di sicuro dopo la risoluzione della questione societaria – siano completamente differenti da quelle di un anno fa. Il Conte di oggi è assai lontano da quel che aveva preceduto il vertice di Villa Bellini. Non nella voglia di vincere, però.

Quando, giusto pochi giorni fa, il tecnico confessava di non avere voglia di ricominciare sempre daccapo, c’era chiaramente il riferimento alla possibilità remota di andare via, anche per godersi la gran mole di lavoro fatta fin qui con questo gruppo di giocatori e in questo ambiente. Ma in quelle parole c’era anche la volontà di non toccare l’asse portante di questa Inter.

Lo scudetto è stato vinto di squadra, perché è la squadra che esalta il singolo: filosofia perfetta, quella dettata dal tecnico. Ma è chiaro che per vincere servono interpreti all’altezza. Ci sono almeno cinque giocatori dai quali Conte e l’Inter hanno tutta l’intenzione di ripartire: Lukaku, Lautaro, Hakimi, Barella e Bastoni. Intorno a questa volontà si concentreranno gli sforzi dei dirigenti per seguire le richieste dell’allenatore e costruire la prossima Inter.

Le lacune

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Siamo dentro un mercato comunque complicato: vale per l’Inter e per moltissimi altri top club. Questo significa che la società nerazzurra sarà comunque chiamata, a fine sessione, a non avere un saldo negativo tra entrate e uscite. Saranno ascoltate eventuali offerte per tutti, come naturale. Occhio a Brozovic, il cui contratto in scadenza nel 2022 non è stato ancora rinnovato e potrebbe essere sacrificato. Il piano di rafforzamento tocca diversi ruoli. Il portiere è uno di questo. Conte aveva chiesto un altro portiere già dall’estate 2019. L’idea non è cambiata con Radu in rosa. Di più: c’è la volontà di replicare più o meno l’operazione che la Juve fece con Szczesny e Buffon, ovvero quella di affiancare ad Handanovic un potenziale titolare, che parta inizialmente in panchina la prossima stagione per poi raccoglierne l’eredità più avanti.

I nomi? Musso è il preferito, Silvestri quello più semplice da prendere. L’esterno sinistro è una priorità. L’altro Hakimi, in sostanza. E ai sempre validi Marcos Alonso ed Emerson Palmieri è giusto aggiungere anche un altro nome, Filip Kostic, serbo dell’Eintracht. Un rinforzo sarà necessario anche in attacco. Detto che la situazione di Sanchez va considerata in evoluzione, un profilo più pronto di Pinamonti in grado di far respirare Lukaku è necessario.

Dzeko non va abbandonato come nome, ma possibile che il club opti per una soluzione più giovane. Infine, il discorso centrocampista: cercasi mezzala con un buon numeri di gol nelle gambe, quel che non è stato Vidal un anno fa andrà ricercato sul mercato. Non semplice, centrate tutti gli obiettivi. Ma chi ha Conte non può permettersi di abbassare l’asticella: è l’unico modo per tenerselo stretto.

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