Le tappe per una soluzione: oggi Assemblea di Lega, mercoledì incontro con il Governo

Gravina e Dal Pino si confronteranno con le istituzioni per trovare una soluzione condivisa. Vezzali, Sottosegretario allo Sport: “Serve comportamento uniforme delle autorità sanitarie locali”

La situazione in Serie A in questa nuova, profonda, emergenza sanitaria è diventata insostenibile e i club cercano di correre ai ripari. Quattro le partite saltate nella giornata di ieri, tre quelle al momento destinate a non disputarsi domenica per gli stop di cinque giorni che le aziende sanitarie hanno dato a Torino, Udinese e Bologna. Bisogna trovare una soluzione e farlo in fretta, ma non è affatto facile. Ieri il Consiglio di Lega ha approvato all’unanimità un “regolamento” che stabilisce l’obbligo di scendere in campo con almeno 13 giocatori della prima squadra e della Primavera se maggiorenni. L’obiettivo è quello di portare avanti il campionato – possibilmente già domenica prossima – in una stagione in cui le finestre per eventuali recuperi sono praticamente nulle. Ma sono diversi i club che non sono rimasti soddisfatti del protocollo, convinti che con troppi contagi sia opportuno rinviare. Già oggi nella programmata Assemblea di Lega spingeranno per intervenire soprattutto su questo punto, anche in nome dello spettacolo e del rispetto dei tifosi, che di certo non sarebbero contenti di veder giocare i Primavera.

Incontro con il Governo

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La decisione di ieri della Lega ha comunque portato a un risultato importante: mercoledì 12 (ma il giorno prima potrebbe già esserci un tavolo tecnico) si terrà una Conferenza Stato-Regioni proprio per discutere la situazione del calcio e della Serie A in particolare. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, quello per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, e il Sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, incontreranno il presidente della Figc Gabriele Gravina e quello della Lega Paolo Dal Pino (probabilmente con il numero uno del Coni Malagò) per “stabilire una regolamentazione uniforme, con criteri precisi, in merito alla disputa delle partite e al prosieguo del nostro massimo campionato di calcio”, ha detto la Gelmini. La Vezzali ha spiegato poi che l’obiettivo è la creazione di “una cabina di regia permanente sui campionati (non limitandosi alla Serie A e al calcio dunque, ndr) con le competenze necessarie a individuare la soluzione per un comportamento uniforme delle autorità sanitarie locali”. Il calcio, e in particolare la Figc che da tempo promuove quest’iniziativa e che è preoccupata per la tenuta dell’intero sistema (Gravina già ieri ha parlato con Gelmini, Vezzali e il presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga), è pronto a mettere sul piatto un’accelerata sostanziale sulle terze dosi (che in base alle ultime norme eviterebbero ai giocatori anche quarantene come contatti stretti di positivi) e una possibile ricostituzione di vere “bolle”. Va detto però che la presenza in campo dei tre “quarantenati” del Napoli ieri a Torino, così come le poche mascherine negli stadi e alcune frasi del comunicato della Lega (si legge di provvedimenti delle Asl “confusi e incoerenti” e “decisioni illegittime”), non sono piaciuti ad alcune componenti del governo. Anche l’a.d. Inter Marotta ha parlato di “competenze della Asl da limitare”, mentre il presidente della Lega B Balata si è limitato a chiedere “una regia unica”. Trovare una soluzione, come si diceva, non è facile.

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