Lazio, un mercato da 100 milioni di paradossi

Lazio, tutti sotto esame

L’unica certezza è che i sette acquisti del 2023 sono quasi tutti sotto esame. Tre eccezioni: Kamada, tornato a incidere dopo l’arrivo in panchina del croato ma libero di svincolarsi, Mandas e Castellanos. Sulla possibilità che l’argentino sia un titolare nella prossima stagione, però, Tudor non si è voluto sbilanciare. “Non lo so, è una domanda difficile”, ha detto all’Olimpico dopo la gara vinta con il Verona. Simeone rimane il suo centravanti preferito. Controverso, invece, il rapporto con Guendouzi, uno dei fedelissimi di Sarri. A Marsiglia erano entrati in rotta di collisione. Il francese non sembra il prototipo di mediano che cerca Tudor in una linea a quattro e neppure il modello di trequartista per il suo 3-4-2-1. Contrasti riemersi qualche settimana fa: si avverte il timore che Matteo possa chiedere la cessione. Di sicuro, nel conteggio dei cento milioni che Lotito sostiene di aver investito, quasi trentacinque rischiano di svalutarsi. Rovella e Isaksen sono scomparsi dalla scena: il primo, stimato da Allegri e Spalletti, era diventato con Sarri il regista titolare, mentre il danese dava spesso il cambio a Felipe Anderson. Rovella ha saltato la prima parte del lavoro di Tudor a causa della pubalgia. Ma da quando è tornato in gruppo ha giocato solo 23 minuti. “È tignoso, ha qualità, però deve mettere un po’ di massa muscolare. Abbiamo concordato un certo tipo di percorso”. Giudizio rinviato, insomma, da parte di Igor. Proprio come per Isaksen, ritenuto un po’ acerbo e lasciato in panchina con il Genoa e il Monza: in sei partite di campionato è stato utilizzato 134 minuti. Un futuro in bilico che riguarda anche Pellegrini, scivolato in un angolo dopo l’ingresso a Formello dell’ex allenatore del Marsiglia. Da metà marzo, in otto impegni tra serie A e Coppa Italia, ha giocato appena 11 minuti nel derby con la Roma. Neppure nelle situazioni di emergenza, Tudor si è affidato a Pellegrini, che Lotito ha preso dalla Juve insieme con Rovella. Una silenziosa bocciatura. Tanto che sulla fascia sinistra viene proposto Zaccagni, costretto a snaturarsi e a giocare nel ruolo di terzino, lontano dalla porta. Proprio lui che negli ultimi due anni è stato l’attaccante esterno che ha segnato di più su azione in serie A: quattordici gol. 

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