Lazio, un anno senza Lulic. L’eroe del derby torna in panchina… nel derby

L’operazione alla caviglia e poi una riabilitazione durissima, non riusciva a camminare. Oggi Inzaghi lo inserisce nella lista dei convocati proprio in vista della stracittadina, che sette anni fa lo ha reso un eroe biancoceleste

Il ritorno nel derby per l’eroe del derby. Il calvario è stato lungo, anzi lunghissimo, ma l’epilogo è il più dolce che potesse esserci. Dopo quasi un anno Senad Lulic torna ad assaporare il campo. E lo fa nella “sua” partita, la stracittadina romana. Sua, perché con il suo gol al minuto 71 decise il derby che il 26 maggio 2013 metteva in palio la Coppa Italia. Quella rete lo ha reso una leggenda per i tifosi biancocelesti e gli ha anche spianato la strada, qualche anno più tardi, a ereditare la fascia di capitano. Che tuttora indossa, anche se da quasi un anno non la può esibire.

IL CALVARIO

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La sua ultima partita giocata è del 5 febbraio del 2020, Lazio-Verona. Già da parecchie settimane era costretto a convivere con un problema alla caviglia. Problema che lo condizionava, ma che non gli aveva impedito di continuare a giocare. Una scelta che, a posteriori, si è però rivelata infelice, anche se è prassi per moltissimi giocatori fare così. Quando ha deciso di fermarsi era ormai tardi. Al problema traumatico si era aggiunta una pericolosa infezione. Lulic è stato costretto a operarsi. Una prima volta a Roma e poi un mese dopo in Svizzera, dove – proprio in coincidenza dell’inizio del lockdown – il giocatore si è trasferito per poi restare lì a svolgere la riabilitazione (la sua famiglia vive nel paese elvetico ed anche lui tornerà in Svizzera quando smetterà col calcio). I primi mesi sono stati durissimi, all’inizio Lulic faticava anche a camminare, pensare di ricominciare a giocare era in quel momento un’utopia. Ma lui non si è arreso, non ha mai abbandonato l’idea di tornare in campo, nonostante avesse già compiuto 34 anni (tra quattro giorni ne compie 35). La società gli è stata vicina. E gli ha rinnovato il contratto, che era in scadenza, nel momento in cui non si sapeva ancora se e quando sarebbe tornato a giocare.

premio fedeltà

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Con un altro giocatore sarebbero stati fatti altri ragionamenti. Ma Lulic, oltre a essere il capitano, oltre ad essere l’eroe del 26 maggio, è anche un elemento che ha sempre dato tutto se stesso alla causa biancoceleste (e le modalità dell’infortunio ne sono una conferma). Meritava dunque un trattamento del genere. E poi il laterale bosniaco, pur essendo meno appariscente rispetto ad altri giocatori, è un elemento imprescindibile nello scacchiere di Inzaghi. Per la sua grande capacità di equilibratore tattico, per la sua spinta sulla fascia, per la carica che riesce a trasmettere ai compagni. La sua assenza si è fatta sentire tanto in questi mesi. Anzi, secondo molti, la Lazio del post lockdown è diventata un’altra squadra (meno forte) proprio per la mancanza di Lulic (e per le non perfette condizioni di Leiva, l’altro grande equilibratore della formazione biancoceleste). Per questo motivo Inzaghi ha voluto a tutti i costi aspettarlo ed gli è stato vicino nel corso di questi lunghi mesi.

il ritorno

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Il calvario sembrava potesse finire già lo scorso novembre. Lulic aveva ripreso a lavorare col gruppo, ma la caviglia continuava a dargli qualche piccolo fastidio. Si è reso necessario un terzo intervento, questa volta solo di pulizia, però. Ma i tempi si sono allungati. Con l’arrivo del nuovo anno Lulic ha ricominciato a lavorare a pieno regime ed ora è finalmente pronto per tornare in campo. Oggi è stato inserito nella lista per il campionato (gli ha fatto posto Djavan Anderson, vicino al trasferimento al Crotone) e domani farà parte dell’elenco dei convocati per il derby. Andrà ovviamente in panchina. Dopo un anno di assenza non è in grado di giocare una partita intera. Ma a gara in corso non è escluso che Inzaghi lo mandi in campo. Proprio nel derby, la sua partita.

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