Lazio, tutte le strane scelte di Inzaghi

MILANO – Dopo quattro mesi e mezzo di dominio milanista, il campionato cambia padrone ma non città. Passa in testa l’Inter, dopo una lunga rincorsa costruita sull’improvvisa e inaspettata eliminazione dalle Coppe e sulla prepotenza di Romelu Lukaku, che ieri ha sfasciato la Lazio con due gol e un assist. Una partita sontuosa, favorita da una fase difensiva quasi inesistente della squadra biancoceleste, penalizzata dal ko di Radu durante il riscaldamento e dall’assenza di Luiz Felipe. Inzaghi aveva stravolto il suo reparto, spostando Acerbi sul centro sinistra (dove mai ha piantonato la sua zona, preferendo sempre salire sulla corsia esterna come ala aggiunta) e rilanciando Hoedt in mezzo nonostante la disastrosa esibizione di Bergamo che era costata alla Lazio la Coppa Italia. Una scelta sorprendente, perché il reparto doveva già sostenere la presenza di Patric: aggiungere anche l’olandese, richiamato a Roma dopo un triplo fallimento (Southampton, Celta Vigo e Anversa) è stato quasi un suicidio, tanto è vero che Lukaku e Lautaro hanno dilagato a lungo distruggendo tutto ciò che i biancocelesti cercavano di costruire in fase offensiva.

L’Inter non ha fatto altro che difendersi con la consueta qualità, recuperando palla davanti all’area e rilanciando sul belga, devastante nell’uno contro uno ma anche nello scambio rapido con l’argentino, che ha conquistato il rigore sul contatto con Hoedt e ha poi chiuso la partita sul 3-1 quando la Lazio stava rialzando la testa. Curioso che Inzaghi per sostituire Radu abbia scelto Hoedt e per sostituire l’olandese abbia puntato su Parolo e non abbia mai pensato a Musacchio, che era stato preso proprio per rinforzare un reparto debolissimo: impietoso il confronto tra il centrocampista prestato alla difesa e Lukaku lanciato verso la porta di Reina per il tris che ha chiuso la partita.

Si è avuta la sensazione che l’Inter si sia ritrovata in testa quasi senza sforzo, per quanto è stata brava a sfruttare gli errori dei rivali, che hanno giocato benissimo nella metà campo avversaria e malissimo in zona difensiva, dove è mancato anche il sostegno di Acerbi, concentrato unicamente sulla fase di attacco: ordine di Inzaghi, già penalizzato dalle assenze, o scelta sua? Conte non chiedeva di meglio che giocare come la Lazio le ha consentito di fare: una volta spento Lazzari con Perisic e messo sotto pressione Marusic con Hakimi, il tecnico ha esaltato le qualità fisiche di Lukaku e la velocità di Lautaro anche dopo il fortuito 2-1 di Milinkovic-Escalante.

Inter in testa, Milan a un punto, Roma a sette: ma nell’arco di 10 punti ci sono sette squadre e una partita da recuperare (Juve-Napoli). Inizia adesso un altro campionato, proprio con il derby di domenica prossima: una vittoria di Conte aprirebbe un solco importante tra le due milanesi, ma a questo punto c’è anche da dire che gli impegni internazionali possono diventare decisivi in una corsa a eliminazione. E il fatto che l’Inter possa lavorare una settimana intera per una partita sola può trasformarsi in un fattore determinante, soprattutto nei confronti del Milan, perché l’Europa League, di giovedì notte, è spesso stata massacrante per chi l’ha affrontata con l’ambizione di vincerla. Pioli farà una scelta precisa o deciderà di percorrere una doppia strada di vertice, sprecando energie? La prima risposta già tra quattro giorni.

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