Lazio, Tudor tiene tutti sotto esame: ecco quanti giocatori ha impegnato

ROMA – Un esame continuo per tutta la rosa, nei limiti del possibile e della corsa verso l’Europa. Tudor ci sta provando, sta abbinando le ricerca di risultati utili per chiudere al meglio la stagione a test su ogni singolo giocatore in organico. Pensa un po’ al presente e un po’ al futuro, per gettare le basi in ottica di un percorso che vada oltre le ultime partite di questo campionato. L’allenatore croato, oltre a fare il massimo per tentare di giocarsi la miglior Europa possibile tra qualche mese, deve anche capire su chi poter puntare sul lungo periodo. E non si può dire che non ci stia lavorando, visto che allo stato attuale ha provato dal primo minuto ben 19 giocatori di movimento differenti. Agli undici del debutto con la Juventus (Mandas, Gila, Romagnoli, Casale, Marusic, Cataldi, Kamada, Zaccagni, Felipe Anderson, Pedro, Castellanos), si sono aggiunti Immobile, Vecino, Guendouzi e Isaksen nel match successivo (il derby), poi Luis Alberto e Patric nella semifinale d’andata di Coppa Italia e Hysaj in quella di ritorno. 

Lazio, le eccezioni di Tudor 

Solamente in due non hanno mai trovato spazio dal primo minuto, Rovella e Luca Pellegrini. Per un motivo o per un altro non sono ancora riusciti a guadagnarsi una maglia da titolare nelle 7 gare che hanno visto Tudor alla guida. Il centrocampista ha dovuto fare i conti con la pubalgia, è tornato a disposizione solamente qualche settimana fa (poco prima del derby) e per forza di cose è in ritardo rispetto agli altri. Stesso discorso per il terzino, alle prese con un problema alla caviglia. Le buone prestazioni dei diretti concorrenti ha fatto sì che le opportunità di mettersi in mostra siano diminuite match dopo match: «Luca si allena bene, è stato fuori per infortunio e altri hanno fatto bene mentre lui non c’era», la spiegazione del tecnico. Ciò non significa che siano entrambi ai margini del progetto, ma semplicemente che il loro percorso con il nuovo allenatore è iniziato in salita, con un piccolo handicap rispetto ai compagni. Tra l’altro, non è detto che i due non trovino spazio nelle ultime gare. Entrambi almeno in linea teorica sarebbero perfetti per il 3-4-2-1 voluto dal tecnico, un modulo che hanno interpretato in passato nelle rispettive carriere. È sufficiente guardare alla scorsa stagione, quando Rovella militava nel Monza e Pellegrini nell’Eintracht Francoforte, due squadre strutturate proprio su quel sistema di gioco. 

Con Tudor tutti sotto esame

Devono solo fare in modo di farsi notare e lasciarsi concedere un’opportunità. Da quando è arrivato, in fondo, Tudor ha dimostrato di non tenere minimamente in considerazione vecchie gerarchie o ruoli all’interno dello spogliatoio. Sta dando spazio a tutti, sta rivalutando calciatori che sembravano ormai ai margini e sta effettuando di volta in volta dei test per capire chi possa fare al caso suo anche in futuro. Da parte di alcuni ha già ottenuto ottime risposte, in altre circostanze invece sta lavorando per ricevere nuovi input o, eventualmente, spingere per una separazione al termine della stagione: «Dobbiamo lavorare sulla mentalità e scegliere i giocatori adatti. Occorrono mesi di tempo». E questi esami continui servono per portarsi avanti con il lavoro. 


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