Lazio, tocca di nuovo a Immobile: da quanto non segna in Serie A

Dopo Luis Alberto, riecco Immobile. Non c’è allenatore che tenga e riesca a farli fuori, come forse avrebbero immaginato a Formello, lavorando per accelerare la svolta e un nuovo ciclo. Altro che gerarchie azzerate. Tudor, come Sarri, fatica a lasciare Ciro in panchina. Ecco la novità. Torna il capitano della Lazio questa sera a Monza e ci può stare il jolly per sparigliare. Dentro una stagione maledetta, ti puoi anche ritrovare alle ultime curve per lanciare l’allungo in dirittura. Igor ci prova. Ha bisogno di tutti per alimentare il sogno di una rincorsa Champions e alla Lazio, come ha dimostrato la partita con il Verona, continuano a mancare i gol. Certo, servirebbe il vero Ciro, ma basterebbe poco per riaccenderlo. Un pallone in rete e cambierebbe il suo mondo, ritroverebbe lo scatto e il sorriso. Si tratta dell’ennesimo, forse ultimo, tentativo. Ha debellato l’infortunio al ginocchio, è rimasto a guardare le ultime due partite (Juve in Coppa Italia e Verona) dalla panchina. Ora ritenta. Hai visto mai che riesca a sbloccarsi?

Il digiuno di Immobile

L’ultimo gol di Immobile risale al 10 febbraio, trasferta di Cagliari. Sembrava un nuovo inizio. Forse la prova più bella del suo campionato. Era ruggente e ispirato in profondità dai lanci di Cataldi. Quattro giorni dopo avrebbe trascinato la Lazio in Champions, stendendo su rigore il Bayern Monaco. Un assist per Isaksen e una buona prestazione con il Bologna alla terza di seguito in una settimana, poi il buio. Si è spento come una candela, sopraffatto dalla fatica, dalle tensioni, dal livore dei social. Infine sono arrivati il trauma al ginocchio sinistro e la sostituzione nell’intervallo del derby. Undici presenze di fila senza segnare, di cui 9 in campionato, ma soltanto 6 da titolare (escluse Coppe). Ciro ha segnato poco quest’anno in Serie A (6 gol compresi i 4 su rigore), giocando dal primo minuto in appena 19 partite su 28. La condizione fisica non lo ha assistito. La Lazio non è mai stata brillante. Luis Alberto si è appena risvegliato, Felipe ha ripreso a giocare ai suoi livelli a gennaio, Zaccagni è stato penalizzato dagli infortuni e Milinkovic si è trasferito in Arabia Saudita. Sono mancati i rifornimenti.

Castellanos in panchina

Ciro a Monza potrà contare sull’aiuto di Luis Alberto in versione aggiornata, un po’ trequartista e un po’ mezzala, sul sostegno di Felipe Anderson e Marusic sulla fascia destra, sul cambio di passo e sulle incursioni di Zaccagni dalla parte opposta. Metteteci Hysaj terzo centrale e viene fuori la Lazio di Sarri, travestita con il modulo di Tudor. Leggere variazioni di posizione, la squadra è la stessa. Uguale anche la staffetta. Castellanos partirà dalla panchina. Forse l’argentino avrebbe meritato continuità, ma in campionato non si è sbloccato. Tre di fila da titolare (Salernitana, Genoa e Verona) senza segnare, la doppietta accecante con la Juve in Coppa Italia non gli è bastata per difendere il posto a lungo. Di solito non si interrompe un incantesimo, ma Ciro è Ciro e il colloquio con Tudor in settimana può aver fatto la differenza. Ora tocca al campo dare le risposte adeguate.

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