Lazio-Salernitana: la strana sfida di Lotito, l’ex doppio patron

Proprietario dei due club fino a giugno. Entro l’anno stop al trustee: si deve cedere

C’eravamo tanto amati. In settimana ha fatto sapere che lui con la Salernitana non c’entra più nulla e che quella dell’Olimpico sarà una partita che vivrà esclusivamente come presidente della Lazio. Ma Claudio Lotito sarà lo stesso l’osservato speciale della sfida di oggi tra la sua squadra e quella Salernitana che ha guidato negli ultimi dieci anni. E dalla quale è dovuto uscire sei mesi fa, dopo la promozione in Serie A dei campani, a causa della norma che vieta la multiproprietà di club nella stessa categoria.

Vendita in arrivo

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Non sarà quindi una partita come le altre per il patron della Lazio. Il distacco dalla Salernitana non si è infatti consumato in modo indolore. C’erano da un lato le pressioni della Federcalcio a vendere, dall’altro quelle degli stessi ambienti vicini alla società campana che lo spingevano a fare altrettanto per il timore che la squadra venisse esclusa dal campionato in caso di mancata cessione (che è ciò che prevede il regolamento, peraltro). E in mezzo c’era lui. Ha provato a resistere, poi ha dovuto mollare. Anche se formalmente la Salernitana è ancora sua e del cognato Marco Mezzaroma. Come noto, il club è stato affidato ad un trustee che deve perfezionarne la vendita entro il 31 dicembre. Lotito non ha più il controllo diretto, non incide (non può) sulle scelte societarie, ha conservato una sorta di scatola vuota in attesa che la società venga venduta. Evento che tra l’altro sembra imminente. Il 15 novembre scade il termine per la presentazione al trustee delle offerte di acquisto. Ce ne sarebbero già quattro di un certo interesse (tra cui quelle di un fondo estero e di una cordata italiana). Superato quel termine, le operazioni relative alla cessione dovrebbero entrare nella fase decisiva. Per poi chiudersi entro la fine di dicembre, termine ultimo fissato dalla Federazione per evitare l’esclusione della Salernitana dal campionato.

Il grande freddo

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Per quello che poteva essere (ma non sarà) il derby del cuore di Lotito all’Olimpico sono attesi 23-24 spettatori, circa 6 mila dei quali arriveranno da Salerno. Saranno a Roma solo per sostenere la loro squadra, non certo per omaggiare l’ormai ex patron. Anzi, a dar retta al tam tam presente sui social, una parte dei tifosi granata potrebbe anche contestarlo. Cosa che peraltro già negli anni scorsi a Salerno si era spesso verificata. Segno di una insofferenza verso un presidente che, avendo già una proprietà più importante, si temeva non volesse mai far fare il salto di qualità alla sua «seconda» squadra. La promozione in A della Salernitana è comunque arrivata lo stesso, a fugare quelle preoccupazioni. Solo che ora a Salerno si ha una gran fretta a chiudere definitivamente l’era Lotito per il timore dell’esclusione dal campionato. Ecco spiegato il grande freddo (reciproco) tra Lotito e la (non più sua) Salernitana. Già. C’eravamo tanto amati.

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